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Forza Italia Viva

Come sta rispondendo la sinistra agli attacchi sovranisti? Come si sta comportando, soprattutto, una parte della sinistra?
L’entourage renziano è abituato a giocare con gli equilibri e da rottamatore a traditore degli ideali di sinistra, Matteo Renzi è l’ultimo baluardo del caos che ha contribuito a creare nella sinistra stessa. È passato più di un mese dalla sua famosa frase pronunciata in Senato, durante un accalorato invito a ripartire e lasciarsi alle spalle i tanti nomi di persone decedute a causa del covid.

Lo spettacolo però è continuato e i toni accomodanti del leader di Italia Viva tuonano come quel subdolo “Enrico stai sereno”. Il disegno renziano ha preso forma durante la pandemia ed è stato portato a compimento nei giorni scorsi, passando dai messaggi di solidarietà a un Fontana sotto tiro della magistratura a dei veri e propri colpi di teatro: l’astensione decisiva dei tre senatori di Italia Viva nella votazione per l’autorizzazione a procedere contro Salvini sul caso Open Arms e, a poche ore di distanza, la consigliera regionale di Italia Viva Patrizia Baffi si è astenuta anche lei sulla mozione di sfiducia contro Gallera proposta dai Dem, per poi essere eletta presidente della Commissione di Inchiesta sull’emergenza covid in Lombardia dai voti della Lega. Infine la Baffi ha deciso di dimettersi motivando la propria decisione in una lettera inviata al presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi, dichiarando che le dimissioni possano “contribuire a ristabilire un clima favorevole allo svolgimento dell’importante lavoro che ci aspetta.” Ma va precisato che questo dietro front è arrivato a seguito della decisione dei consiglieri di minoranza di abbandonare i lavori in segno di protesta per la sua elezione. 

“A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina” diceva qualcuno.

I due Matteo sono vicini e uniti dall’unica missione di far cadere il governo.
Uno è sovranista, l’altro è l’emblema di quel populismo assai rivisitato vicino a sinistra, ma che con quest’ultima non ha nulla a che vedere ed è pronto ad insinuarsi per destabilizzare ogni equilibrio costruito. Anche in questo caso, per far sentire la propria voce si è pronti a tutto e la bramosia di potere è l’unico credo. Se parliamo di corsi e ricorsi storici, quello di oggi si presenta come la sovversione assoluta di ogni certezza politica. L’elettorato oscilla vertiginosamente tra slogan rabbiosi e tecnicismi sfoderati con orgoglio e presunzione, quella presunzione che può provocare danni considerevoli.

L’elettore affezionato e rapito dalle vecchie glorie, dai vecchi partiti, a causa della crisi degli stessi si è trovato in difficoltà e sfiduciato verso delle guide che un tempo erano capaci di raccogliere i propri bisogni e le proprie speranze. Le destre sovraniste apparentemente si fanno portatrici di metodi che storicamente sono vicini alla sinistra; sono in mezzo alla gente, manifestano convinte e armate di slogan che possono raccogliere ogni tipo di rabbia, di stanchezza, di sconforto, di speranza, di voci mozzate da anni di mal governo e di un welfare del tutto inadeguato a contrastare la nuova povertà. Sono delle catalizzatrici di rabbia sociale e fortunatamente rimangono tali: i loro piani politici sono insostenibili, portano avanti politiche che incitano all’odio e sono i paladini delle fake news, sfruttate per aumentare il proprio bacino elettorale. L’errore della sinistra, al contrario, è stato quello di perdere il contatto con la società civile, bisognosa di ascolto.

Il vero problema della sinistra (se ancora può chiamarsi così) rimarrà sempre la continua disgregazione interna in movimentucoli e innumerevoli correnti, che rende impossibile un’unità programmatica e progettuale della classe dirigente, a cui deve aggiungersi l’avvicinamento costante che il Partito Democratico ha perpetrato a favore di ideologie liberiste. Tutto ciò ha portato i sostenitori Dem, sedotti e successivamente abbagliati dalla politica renziana del cambiamento ad allontanarsi, scegliendo spiagge populiste, il polo pentastellato o provocando astensionismo forzato, sintomo di quel tradimento che oramai sta dilagando nel Paese. Nonostante la Sinistra stia riportando una fetta di elettori dalla propria parte, ricreare fiducia nei propri programmi e nelle proprie ideologie deve essere una delle priorità da perseguire.

In attesa del cambiamento tanto sperato e voluto dagli elettori di sinistra, secondo la politica renziana “Adesso è tornato il tempo di aprire tutto.”

¡Hasta siempre!

 

-Gianlorenzo Ciminelli

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