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“L’ALTRO SGUARDO” SULLA FOTOGRAFIA FEMMINISTA. FOTOGRAFE ITALIANE 1965-2018.

La mostra raccoglie una selezione di oltre 200 fotografie e libri fotografici della collezione Donata Pizzi; presentata per la prima volta alla triennale di Milano nel 2016 e nata in collaborazione con MUFOCO – Museo di fotografia contemporanea di Milano, viene proposta ora al Palazzo delle Esposizioni dall’8 giugno al 2 settembre. A cura di Raffaella Perna e promossa da Roma Capitale-assessorato alla crescita culturale, vediamo riunite opere di oltre 70 autrici appartenenti a contesti storici ed espressivi diversi, con lo scopo di favorire un riconoscimento a quelle che , ad oggi, sono considerate le più originali interpreti nel panorama fotografico italiano dagli anni ’60-70. Le fotografe tornano a lavorare su tematiche identitarie, come già successo negli anni ’60, ma con una sperimentazione stilistica diversa sulle proprietà della fotografia, questo dovuto in parte anche alle nuove “leve” come Anna di Prospero (sua la fotografia scelta come copertina della mostra) che guardano a queste tematiche con uno sguardo più moderno.

Le opere della collezione testimoniano momenti importanti della fotografia italiana dell’ultimo cinquantennio; da queste opere riaffiorano i mutamenti concettuali,estetici e tecnologici che l’hanno caratterizzata. La centralità del corpo e delle sue trasformazioni, il rapporto tra memoria privata e collettiva, il vissuto quotidiano e familiare, questi sono i temi che legano tra loro immagini appartenenti a decenni e generi differenti, dai reportage a quegli scatti puramente sperimentali.

Suddivisa in 3 settori dedicati, rispettivamente, alla fotografia di reportage dentro le storie dove ogni fotografia affronta quelli che sono stati i drammi che hanno afflitto il Paese, ma anche opere che riguardano la cultura nazionale e la vivacità del clima italiano dagli anni ’60 ad oggi. La seconda sezione cosa ne pensi tu del femminismo? accosta l’immagine fotografica, simbolo di quel mezzo che è stato per anni di proprietà del mondo prettamente maschile, al pensiero femminista, troppo spesso fonte di critiche. Terza ed ultima sezione vedere oltre si occupa di raccogliere quelle fotografie sperimentaliste basate sulla ricerca delle potenzialità espressive del mezzo. Verrà proposto inoltre il documentario parlando con voi prodotto da AFIP International (associazione fotografi professionisti) e Metamorphosi Editrice.

Concludo con alcune parole dell’artista Anna di Prospero riguardo la sua opera Central Park #2: “Quest’opera fa parte di un progetto iniziato 10 anni fa sulla relazione tra i luoghi e le persone. Ritengo che lo spazio che ci circonda sia fondamentale nel riconoscimento di un’identità sia collettiva che individuale, non a caso la mia prima serie fotografica è nata in casa mia, dove per tre anni ho fotografato tutti i giorni gli stessi spazi per creare un legame, appunto, con tali spazi. Il progetto è andato avanti cercando, in luoghi a me sconosciuti, quel legame che unisce la propria identità a quella del luogo specifico. L’opera in questione è un autoritratto scattato a Central Park; come quasi in tutti i miei ritratti c’è la scelta consapevole di lasciare il volto coperto per creare una immedesimazione tra lo spettatore ed il soggetto fotografato”.

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-Francesco Di Pasquale

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IL FOTOGRAFO DEL MESE: Helen Levitt

 Nasce a Brooklyn il 31 agosto 1913 ed è considerata una delle maggiori esponenti della fotografia di strada del Novecento. Inizia la sua carriera giovanissima, a soli diciotto anni, in uno studio ritrattistico nel Bronx.
Il soggetto predominante nelle foto della Levitt sono senza dubbio i bambini dei quartieri poveri di New York, dove passa la maggior parte del tempo con la sua Leica 35mm in cerca di soggetti da fotografare. Prima ancora di approcciarsi ai bambini, la Levitt è affascinata dai loro cosiddetti chalk drawings, i disegni con i gessetti tipici della cultura di strada newyorkese di quel tempo, che nella sua prima mostra “Photographs of Children” al MoMA nel 1943, furono la parte predominante. Fotografando questi disegni la Levitt ci vuole proporre uno spunto autoriflessivo, come se la fotografia ci rivelasse sempre una seconda realtà e in questo caso un mondo immaginario creato dai bambini che si sovrappone a quello reale degli adulti.
Il suo modo di fotografare i bambini è unico; riesce a non strumentalizzare e a non rendere banali i loro comportamenti mantenendosi allo stesso tempo sempre rispettosa della loro tenera età. In un primo momento gli scatti della Levitt possono sembrare crudi e distanti ma è proprio questo il loro punto di forza: Helen, rimanendo distaccata, riesce a mostrarci la realtà e la spontaneità dei comportamenti degli esseri umani sin dall’infanzia e anche le condizioni dei quartieri poveri della New York degli anni Novanta.
Tra il 1938 e 1941 studia e collabora con Walker Evans, fotografo statunitense diventato celebre per aver denunciato le condizioni disumane di vita negli Stati Uniti durante la crisi economica degli anni trenta.
Grazie ad Evans negli anni cinquanta la Levitt conosce James Agee, scrittore e sceneggiatore statunitense, e si dedica al cinema realizzando insieme a lui due documentari: The Quiet One e In the Street. Molto importante è l’introduzione di Agee al libro fotografico della Levitt “A Way of Seeing: Photographs of New York” pubblicato nel 1965, dove il fotografo sostiene che le fotografie di Helen Levitt sono “fotografie liriche” ovvero: “Obiettivo dell’artista non è alterare il mondo come l’occhio lo vede e trasformarlo in un mondo di realtà estetica, ma piuttosto percepire la realtà estetica all’interno del mondo reale, e di compiere una registrazione indisturbata e fedele dell’istante in cui questo movimento di creatività raggiunge la sua cristallizzazione più espressiva”.
Le fotografie di Helen Levitt non possono essere comprese appieno se ci fermiamo solo all’apparenza, se usiamo la nostra parte razionale non riuscendo a coglierne i misteri e i segnali, non usando il nostro “way of seeing”.

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Working Title/Artist: New York [Button to Secret Passage] Department: Photographs Culture/Period/Location: HB/TOA Date Code: Working Date: 1938 photography by mma, digital file DP109593.tif scanned and retouched by film and media (jn) 5_12_05  Levitt5  Levitt6  Levitt7  Levitt8

-Alessandra Catalano.