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Meglio al cane che a una persona

È stato Kant il primo a dire che “Puoi conoscere il cuore di un uomo già dal modo in cui tratta gli animali”. Nella scena contemporanea sono alcuni studi dell’FBI a considerare la violenza sugli animali come un crimine di classe A, un precedente grave che deve essere preso in considerazione come segnale premonitore di un comportamento violento.

Secondo la polizia di Sidney il 100% degli omicidi a sfondo sessuale ha avuto precedenti di maltrattamento sugli animali, motivo per cui hanno deciso di punire più severamente i reati contro esseri senzienti (non umani) e di catalogare e analizzare la ripetitività degli eventi per studiare lo sviluppo futuro delle azioni violente, non solo contro gli animali ma anche contro le persone. Il ragazzo che da piccolo maltrattava uccellini e gatti ha una buona probabilità di trasformarsi in un torturatore di persone.

Nel corso di una conferenza riguardante questo tema, Nino Marazzita, famoso avvocato difensore di assassini e serial killer, ci introduce all’argomento con queste parole: “Animali e uomini sono entrambi aggressivi, ma lo sono in maniera diversa: gli animali lo diventano di fronte a un pericolo, per difendersi o per soddisfare il bisogno della fame, mentre molti uomini sono aggressivi senza motivo”. Specialmente contro chi non può difendersi: diversi sono stati i ragazzi, anche molto giovani, che in preda a manie di protagonismo si riprendevano mentre infliggevano insensate violenze contro animali domestici.

Nel corso della stessa conferenza Patrizia Giusti, anche lei avvocato, ci spiega come cani e gatti siano i soggetti preferiti per i maltrattamenti: sono abbastanza piccoli da essere pratici e abbastanza grandi da soddisfare il bisogno di tale aggressività, almeno per un po’ di tempo. Arriveranno però a un certo punto in cui non saranno più abbastanza, a un momento in cui sentiranno il bisogno di fare un passo in più, un passo che li porterà a riservare lo stesso brutale trattamento inflitto agli animali anche alle persone.

La violenza sugli animali è un tema fin troppo sottovalutato; il pensiero comune è appunto “meglio al cane che a una persona”. Ma il cane è solo il punto di partenza. Rappresentativo è un altro caso portato ad esempio durante la conferenza, quello di alcuni ragazzi che, a seguito di un conflitto, uccisero brutalmente dei loro coetanei. Significativa è la risposta che hanno dato quando gli chiesero come avessero potuto farlo: affermarono che per loro era stato facile ucciderli perché nelle loro famiglie gli avevano insegnato a scannare i maiali. Una risposta inquietante e che lascia pensare.

Un gesto di crudeltà verso un animale non è da sottovalutare, altrimenti si rischia di tralasciare un potenziale soggetto pericoloso anche per le persone, che potrebbe decidere di agire in qualunque momento. Verrebbe da dire “inaspettatamente”, ma lo sarebbe davvero? I segnali di un carattere potenzialmente violento e aggressivo ci sono, basta solo saperli e volerli riconoscere, non ci si può nascondere dietro discriminazioni di specie.

 

-Martina Cordella

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