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Come se fosse vita

Esseri iperconnessi
ma non comunicanti.
Incomunicabili
i nostri sentimenti.
I nostri patimenti
da nascondere.
Mostriamo
alla platea virtuale
una vita di soli applausi,
sbornie
e sorrisi ammiccanti.
Come se altro non fossimo,
noi grigi manichini
in una vetrina a Led.
Come se questa fosse
la nostra vita.

Arianna Piccolini

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Facciamo un gioco

Come bambini che giocano
a guardarsi negli occhi e non ridere
Così siamo trasportati dall’amore
Dal fatto che
– ti devo parlare, ma non vorrei
vedi, volevo dirti
sai, tu per me –
Ma rimaniamo sempre in ombra, mai che scopriamo le nostre carte
E rimaniamo qui, a dirci che non sia amore
E se è amore passerà
ma sarebbe come ridere, sarebbe come perdere
mai vorrei
tu sapessi cosa sento, è un segreto che solo al buio puoi vedere
Di giorno sparisco ma la notte
ti vengo a cercare
– Facciamo un gioco – si dicono i bambini
– Guardiamoci negli occhi, il primo che ride ha perso-
Allora facciamo un gioco
Spegni la luce e quando la riaccendo dimentichiamo tutto
– volevo dirti –
Signorina, lei si è ammalata
Hai riso, hai perso, conosco le tue carte, le regole del gioco
Siamo bambini che giocano
Guardiamoci negli occhi
il primo che si innamora, ha perso

Simone Iacovelli

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Un attimo di sbadataggine

In una sera di tanto pensare mi sono ritrovato a chiedermi
cos’è che cerchiamo davvero?
Intendo, vedi
non si può cercare la felicità, che subito se ne immagina la fine
Che triste dev’essere trovare la felicità per poi perderla, dirsi che felicità non era
perché dovremmo soffrire così?
Insomma cerchiamo qualcosa di bello, ma che sia bello sempre
insomma vorremmo smettere di cercare
E la perfezione, la perfezione cos’è?
Cos’è che ti spinge a dire
questo è giusto, questo è sbagliato, questo è perfetto
tanto, poi, continueremmo a indagare, ad avvicinarci per guardare meglio e trovare qualcosa che non va
Insomma, cerchiamo la perfezione che poi non c’è
Quando ti capita di stare bene è un solo attimo
La felicità, vedi, è quell’attimo tra il sorriso e la consapevolezza che prima o poi passerà
La perfezione è qualcosa che si ammira da lontano, cercando di non avvicinarsi troppo
perché a guardarle bene, le cose, cambiano
Eppure in certi momenti
quando stai in silenzio, un piano d’acqua tutto piatto
poche foglie e certe onde
ti verrebbe da chiamarla perfezione
Eppure in certi momenti
quando sorridi e non ti accorgi
che tra le braccia, sotto gli occhi, sulla pelle
esiste qualcosa di bello
la chiami felicità
Vedi, la felicità, la perfezione
sono attimi di distrazione
che a pensarci su passano, e prendono confini
La perfezione è un attimo di sbadataggine che ti capita quando stai zitto

Simone Iacovelli

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Soffocare

Mirtilla danzava leggera,
perché solo leggera sapeva essere,
con il cuore pesante, soffocante come un masso,
il ventre vuoto, e le ossa stanche.
Mirtilla era nuda davanti allo specchio e si esaminava,
con occhi scuri, neri come il suo riso,
incontrando deformità animali.
Mirtilla dalle caviglie sottili come spine,
ascoltava la musica e smaniava luoghi lontani,
svanendo, in un drappo di sogni.

Alessandra Martellini

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Se tu fossi qui

Se tu fossi qui, ti sussurrerei la mia essenza,
ti racconterei dei miei sogni di bimba,
delle fiabe paterne che lusingavano il sonno,
carezzandoti il volto con le mie ciglia.

Se tu fossi qui, ma proprio qui accanto,
ti dipingerei angosce e salmastri tormenti,
ti singhiozzerei addosso tutti i rimpianti,
e saresti lì, pronto, a quietarli.
Se tu fossi qui, e quanto vorrei,
sarei spogliata di ogni incertezza,
nuda e fragile nel mio candore,
svestita intera, nel mio vero odore.
Se tu fossi qui, come non sei,
sapresti insegnarmi un colmo silenzio,
che l’assenza è quasi mai danno,
che dietro ad un bacio non vi è sempre imbroglio.

Ed io, mio utopico amore,
bramo, smanio nel darti un nome,
di offrirti, benché sia assai poco,
tutta me stessa e queste parole.
Attendo.

Alessandra Martellini