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Non sono un pericolo, ma la spinta di tutto

“Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole” – queste le parole di Diego Cugia sotto lo pseudonimo di Jack Folla nella sua poesia Donne in rinascita. Quello di questo mese è un numero delicato ma al tempo stesso forte. Lo pensavamo già da un po’, era il nostro sogno nel cassetto. Volevamo parlare della Donna consapevoli di aver più che mai bisogno di trovare le parole più armoniose, perché quando si parla di noi vanno scelte attentamente le parole, e non solo.

Poniamo attenzione alla sintassi, alle virgole, all’intonazione. Si potrebbero definire come peculiarità dell’esser Donna. Tramite le storie qui raccolte la Donna emerge non come oggetto ma come soggetto (vedete, basta una consonante a ribaltare la situazione), come protagonista principale di ciò che accade.

Protagonista indipendentemente dal credo, dalle origini, dai tratti somatici… c’è chi la definisce come motore del mondo, ed è così che ve la presentiamo nelle sue infinite sfaccettature, analizzate da più angolazioni. Vestita dei suoi dubbi, delle sue certezze, delle sue domande; perché la Donna si interroga sempre, ad ogni età. Non esiste argomento che venga ignorato da essa, che sia come nasce un fiore o perché c’è tutto questo odio al mondo, Lei si interroga. Implicitamente consapevole fin da piccola che l’interrogarsi sarà una di quelle azioni che l’accompagnerà per tutta la vita, principalmente quando le sembrerà che tutto stia andando per il verso sbagliato.

“È da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così scomposta in mille coriandoli che ricomincerai, perché una Donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti”, troverà sempre un modo per far nascere da quel dolore uno dei fiori più belli, Lei stessa; non si sa da dove ma comincerà, all’inizio sarà difficile, completamente nuda davanti al mondo intero e sopratutto davanti ai suoi occhi; nuda ai giudizi della gente che osserverà con occhio critico ogni minimo passo aspettando di vederla cadere, sbagliare, fallire.

Ed è così che la Donna diventa implacabile arbitro di se stessa. Non è per niente facile a causa della cultura puramente maschilista che sempre più prende piede al giorno d’oggi. Basti pensare ad un avvenimento assai recente: il festival di Sanremo in cui si sa che ogni anno da quella passerella scenderà un pezzo di gnocca che lascerà tutti per un momento senza fiato e senza parole. Ma cosa accade se, come quest’anno, oltre ad essere bella è anche con un pizzico di intelligenza? Ciò che è capitato alla Leotta che ha deciso di spendere due minuti a incitare le Donne a denunciare qualsiasi tipo di violenza ed è proprio da parte del pubblico femminile che le giungono critiche, con la classica frase “con un vestito del genere non si può parlar di privacy” non è bullismo, forse?

Nonostante ciò la Donna è l’equilibrio di cui un uomo ha bisogno nel suo percorso, la Donna è sorpresa, è un “non me lo sarei mai aspettato, eppure è una Donna”. Essere Donne significa mettersi alla prova ogni giorno, significa essere sotto la luce forte dei riflettori, è sinonimo di bersaglio a cui tutti mirano e di identificazione tramite il giudizio maschile.

È un ruolo difficile, a volte sottovalutato, costellato da giudizi, minacce, commenti, critiche; probabilmente si tratta di avere tanta energia, forza di volontà e riuscire a guardare sempre avanti perché non è permesso abbassar lo sguardo nonostante Lei, spesso, vorrebbe tanto lasciarsi andare e mollare la presa.

Ma non lo fa, perché consapevole già delle conseguenze. Non lo fa e stringe i denti e i pugni, sorride ai suoi figli e prepara la cena, come tutti i giorni, come tutte le sere.

Essere Donne, però, è anche andare oltre. Oltre la famiglia, i figli, la casa. Non siamo più gli angeli del focolare (o forse non lo siamo mai state). Non ci sforziamo più, o almeno non dovremmo, di apparire perfette agli occhi di un uomo o di altre Donne: brave in cucina, nella cura della casa, nei lavori consoni al gentil sesso. Non siamo più il gentil sesso.

Ormai siamo quelle che vanno a prendersi ciò che vogliono anche con arroganza, che aprono gli occhi ad un mondo addormentato su cuscini di piume d’oca e pensieri antiquati. Non abbiamo più bisogno di emergere agli occhi della gente per darci un valore: siamo già un valore. Non siamo grandi soltanto quando ci troviamo dietro ai Grandi Uomini: siamo già noi i Grandi Uomini. Abbiamo una testa pensante e gambe su cui poter camminare da sole: poco importa se ai piedi portiamo scarpe con il tacco, scegliamo noi la direzione e i passi da compiere.

Eppure siamo le Donne di politica che vengono giudicate per il colore del completo che indossano, che sia dal verde al blu elettrico; siamo quelle che non riusciranno mai a trovare stabilità nella vita a meno che non riescano a trovare un uomo in grado di soddisfare le loro aspirazioni; siamo quelle che non possono pretendere di continuare a lavorare se hanno anche il desiderio di diventare madri: vuoi fare troppe cose, poi. Siamo quelle che non sono libere di allattare in pubblico perché è da molti considerato un atto osceno. Siamo quelle che se il rossetto è troppo scuro ma cosa ti salta per la mente, non è adeguato!

Siamo le nipoti delle streghe che non avete bruciato, ma anche le ragazze che diventano merce, non appena si scoprono un po’ di più. Dovremmo essere meno prede e più leonesse. Meno Natura Madre e più forza distruttrice. Dovremmo essere libere. Di poter scegliere, coltivare sogni, camminare per strada indossando un vestito senza dover abbassare lo sguardo o sentir fischi o apprezzamenti poco piacevoli.

Siamo nate Donne, non madri. Il ciclo non deve essere un tabù e l’aborto, quando si effettua per scelta, non deve essere l’ennesimo punto da aggiungere ad un curriculum da sgualdrina perché se solo tu ci avessi pensato prima…

Siamo nate Donne, non schiave. Non abbiamo padroni, abbiamo padri e mariti, fratelli e zii, ma la nostra vita deve restare nelle nostre mani, tutto il resto è uno sfondo.

Siamo nate Donne, non oggetti. Anche se per le menti ristrette sembra impossibile, facciamo persino ragionamenti insieme al caffè e aggiustiamo situazioni oltre ai vecchi jeans, e le nostre labbra non sono solamente un oggetto di decoro ma ci permettono di farci sentire dal resto del mondo.

Siamo nate Donne, non amanti. Alcune si sposeranno e saranno mogli fedeli e devote almeno quanto i loro mariti nel percorso d’amore dai fiori d’arancio in poi, altre saranno sole, altre sceglieranno di essere sole ad esclusione dei weekend, altre sceglieranno di non essere mai sole, altre ancora di iniziare a vivere in coppia dopo anni.

Siamo nate Donne, non creature indifese. Combattiamo e ci difendiamo da tutto e tutti: dagli sguardi animali su un tram e da chi crede che tu abbia venduto anima e corpo pur di raggiungere determinati traguardi o chi spera che tu non li raggiunga mai. Iniziamo battaglie e facciamo diventare vittorie persino le sconfitte. Combattiamo contro persone, ideali e malattie alcune delle quali hanno persino un nome, come cancro o tumore, ma si è troppo spaventati per chiamarli diversamente da “Grosso Male”.

Siamo nate Donne, ma anche uomini. Perché è strano sentire come anche gli amici più cari e vicini si stupiscano quando ascoltano i nostri discorsi che sono così simili per così tanti aspetti ai loro. Siamo anche uomini, perché da qualsiasi occhio venga osservata la vita, bisogna viverla sempre al massimo.

Donne, coscienti della difficoltà del ruolo che ci è stato affidato e coscienti del potenziale che possediamo per non lasciarci scappare nessuna giornata, nessuna opportunità, nessun sorriso.

Martina Grujić, Francesca Romana Petrucci, Beatrice Tominic

Foto di Alessandra Catalano