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Gran Premio del Canada 2019

Montréal, circuito Gilles Villneuve. Venerdì le FP2 e FP3 sono state dominate dalle Ferrari e la macchina del beniamino locale Lance Stroll prende fuoco; al Q1 out Kubica, Russel, Stroll, Raikkonen e Perez. Durante il Q2 invece va a muro Magnussen, che partirà dalla pit lane,  e restano esclusi dal Q3 Grosjean, Albon, Giovinazzi, Kvyat e Verstappen. Prende la pole (dopo tanti gp d’attesa) Sebastian Vettel seguito da  Hamilton e Charles Leclerc, quarto Ricciardo davanti a Gasly e Bottas. Penalità per Sainz di tre posizioni per un impeding nei confronti di Albon, che fa scalare quindi Verstappen in nona posizione e Kvyat in decima. Dopo le qualifiche Hamilton ha un problema di perdita idraulica, che i meccanici riescono a risolvere in tempo per la partenza.

La gara inizia senza grossi colpi di scena. Al 9° giro Norris buca la gomma posteriore destra, si ritrova una sospensione rotta senza aver toccato muro ed è out: molti ne approfittano per fare il pit stop ma non ai primi posti, dove le prime tre posizioni sono rimaste invariate da inizio gara. Al 21° le Ferrari mettono in atto il “Piano B” e, una volta arrivato il tempo del pit stop di Vettel, arriva l’hammer-time di Hamilton, entrando anche lui ai box nel giro seguente. Dopo la sosta a Sebastian è stato chiesto di entrare in modalità “fuel-saving” ma Hamilton è veloce e si avvicina in fretta soprattutto dopo il pit-stop di Leclerc, che rientra dietro a Verstappen  (che supera dopo qualche giro) . Al 38° Stroll è riuscito a risalire svariate posizioni, salendo all’ottava, a circa 30 secondi dai primi tre; al 49° Hamilton è molto vicino a Sebastian, che finisce sul prato nel tentativo di difendere la posizione e, rientrando in pista sempre davanti a Hamilton, opera una manovra che i giudici riterranno sanzionabile; nel mentre Leclerc è a 10 secondi dai primi due seguito da Bottas (giro veloce a fine gara). Dopo 10 minuti dall’episodio incriminato arriva la penalità di 5 secondi nei confronti di Sebastian Vettel che ribalta totalmente il corso della gara: la FIA ha giudicato la manovra di Vettel come “una manovra intenzionale”, mentre Sebastian spiega al suo ingegnere che, venendo dall’erba, le gomme non avevano grip e che Hamilton avrebbe potuto passarlo all’interno. Si ritira Alexander Albon al 63° giro, mentre il tedesco del Cavallino cerca di creare il gap necessario tra sé e l’inseguitore, senza successo. Hamilton vince, anche se non è questo il modo in cui voleva trionfare; dichiara però che, secondo lui, Vettel sarebbe andato più largo del dovuto. Leclerc è terzo, contento della sua gara ma insoddisfatto degli errori commessi in qualifica, e afferma che il suo team avrebbe davvero meritato la vittoria. Dopo aver tagliato il traguardo, Sebastian Vettel si rifiuta di portare la sua Ferrari sotto al podio, porta la macchina indietro e va a chiedere spiegazioni ai commissari della FIA; poi, passando per i box della Mercedes, si reca sotto al podio e inverte i numeri d’arrivo con la monoposto del rivale. Sul podio tanti i fischi per Hamilton e dopo la premiazione finalmente l’intervista a Sebastian Vettel, che esorta il pubblico a non prendersela con il pilota inglese ma con chi ha deciso la penalità; in particolare, Vettel ha chiesto di verificare i precedenti  in quanto c’è un episodio molto simile, precisamente accaduto a Monaco 2016, in cui Lewis mise in atto una difesa analoga a quella odierna ai danni di Daniel Ricciardo, in quel caso senza alcuna penalizzazione. La faccenda è tutt’altro che chiusa e le polemiche sono di certo destinate ad andare avanti ancora a lungo; intanto la casa automobilistica tedesca monopolizza sempre di più il campionato, riuscendo a vincere il settimo gran premio su sette appuntamenti stagionali sin qui.

 

-Claudia Crescenzi