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EICMA: “sfrecciando” fra i padiglioni

L’EICMA (Esposizione Internazionale Ciclo Motociclo e Accessori), meglio nota come Milan Motorcycle Show, è la più importante rassegna espositiva mondiale per le due ruote a motore. Si svolge ogni anno a Milano e quest’anno compie i 77 anni dalla prima edizione che ci fu nei primi anni del XX secolo. Il luogo della manifestazione è cambiato nel tempo: nel 1925 nel Palazzo della Permanente (noto centro culturale di Milano) fino a cambiare allestimento per la 21esima edizione (a causa della seconda guerra Mondiale) trasferendosi negli ampi spazi del Palazzo dell’Arte; infine dal 2000 si trasferisce nel mastodontico spazio di Rho-Fiera, poco fuori città. E’ proprio lì che siamo andati il 10 novembre (aperto al pubblico dal 7), in questo spazio che al primo sguardo ci appare enorme con ben otto padiglioni. 43 paesi rappresentati, 1887 brand presenti, modelli nuovi e non; entrando si percepisce l’importanza che quest’evento ha a livello mondiale. Incontriamo molti stranieri, famiglie e coppie, tutti giunti per osservare questi gioielli. Ducati, BMW, Moto Guzzi, Triumph e le imperdibili Harley Davidson sono solo alcune delle tantissime marche di moto lì presenti, tra cui molte eccellenze italiane che ci rendono noti in tutto il mondo. Bambini e adulti, per l’esattezza 800 mila visitatori, un concentrato di passione per il design, per l’adrenalina e per il motoveicolo. Un’offerta espositiva a tutto tondo, che quest’anno si è ampliata per la prima volta anche ai più piccoli con il progetto EICMA FOR KIDS, iniziativa che ha regalato a più di mille bambini l’emozione di provare gratuitamente moto e bici e apprendere i primi rudimenti della sicurezza stradale. Il Presidente dell’EICMA Andrea dell’Orto ha elogiato e ringraziato “tutti gli espositori e l’industria delle due ruote” rendendo l’effetto Moto-rivoluzionario (nonché tema di questa edizione) conclamato e di grande successo. Passeggiando fra i padiglioni ci colpisce la forte presenza di modelli elettrici; moto e motorini creati appositamente in linea con la nuova politica green che si sta cercando di adottare ultimamente. Questi modelli ci appaiono giovanili, leggeri, ma allo stesso tempo notevolmente studiati e sicuri. Del resto la tutela dell’ambiente è uno dei temi più attuali e lo stesso Premier Conte si è detto pronto a chiedere al mondo industriale e produttivo un green new deal. Nel testo della Legge di Bilancio 2020 sono stati previsti nuovi fondi di finanziamento statale e territoriale volti alla realizzazione di investimenti privati sostenibili. Anche il decreto clima e ambiente, che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri ed è stato fortemente voluto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, prevede misure urgenti in materia di tutela della salubrità dell’aria, delle acque e delle aree metropolitane più colpite dall’inquinamento. Ho sicuramente apprezzato, in questa edizione dell’Eicma, la presenza e l’attenzione per questi nuovi modelli non inquinanti, significato di una maggiore sensibilità nei confronti dell’argomento. Proseguendo fra i padiglioni notiamo un grande spiazzo transennato e, al forte suono di una moto che sfreccia, comprendiamo subito che quello spazio è il noto Motolive. Quest’area è presente in ogni fiera motociclistica ed è dedicata a gare titolate, show acrobatici e momenti adrenalinici dove si possono osservare veri e propri esperti del mestiere che, con i loro spettacoli,  donano momenti di suspense. Tutto avviene con la massima competenza e sicurezza che questi atleti hanno acquisito negli anni. Concludendo la nostra giornata, arriviamo nell’ultimo padiglione in cui troviamo numerosi mercatini d’abbigliamento vintage a tema motociclistico: giacche di pelle, giacche da gara, caschi colorati di ogni genere, toppe, stivali e magliette delle più note marche di moto. Tutti interessati e incuriositi da quei capi che, anche se con un occhio da principiante, risultano trasgressivi e perfettamente indossabili anche se si guida una semplice e meno complicata bicicletta. Troviamo anche pezzi di ricambio, specchietti di ogni tipo e forma e tutti sono lì per curare la bellezza della propria moto; è ammirevole notare fra le persone quanta cura e attenzione c’è nel comprare pezzi di ricambio o semplicemente di ornamento per la moto, esattamente come se fosse una persona di cui prendersi cura. La giornata si conclude e torniamo a casa con la sensazione di aver vissuto in un mondo a parte, sognato di sfrecciare attraverso strade di montagna, attraversato strade desertiche o semplicemente di aver corso in sella accanto ad un pilota di MotoGP. E’ proprio questo che rende affascinante questo mondo: anche senza una conoscenza tecnica di modelli, cavalli o marmitte, caderne innamorati è facilissimo, l’idea di poter affrontare lunghi viaggi in sella e con il vento che ti accarezza il viso è a dir poco sublime. L’EICMA ci ha sicuramente rinfrescato la fantasia e l’immaginazione di poter correre via dalla nostra realtà quotidiana.

-Maria Chiara Petrassi

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Gran Premio d’Italia 2019

Dopo nove anni finalmente la Rossa torna a vincere in casa propria a Monza: davanti all’inferno rosso del Monza Eni Circuit i risultati sono due e sono contrastanti: l’uscita di pista e il pericoloso rientro della rossa di Sebastian Vettel, con conseguente penalità stop-and-go di 10 secondi, e la meravigliosa vittoria del giovane Charles Leclerc che finalmente può godersi la vittoria, la seconda strabiliante vittoria in carriera che interrompe i nove anni di sconfitta Ferrari nel circuito italiano. Ma la vittoria non è stata per niente semplice: sin dal primo giro le Mercedes sono state addosso a Charles che, stavolta senza alcun aiuto dal compagno di scuderia, si è dovuto difendere con qualsiasi mezzo disponibile prendendo anche una bandiera bianco-nera. È stata una gara da tachicardia sino all’ultimo secondo per i tifosi della scuderia di Maranello, fino alla fuga da Bottas negli ultimi istanti dove la strategia soft-hard si è rivelata quella vincente. Il pilota monegasco ha vinto a Spa e ora vince a Monza, continuando a battere i record: se a Spa era divenuto il pilota più giovane a conquistare un gran premio con la rossa di Maranello, ora è diventato il “predestinato” che ha riportato la Ferrari sul gradino più alto del podio di casa dopo Fernando Alonso nel 2010; Leclerc fa inoltre un back to back Spa-Monza che ha come precedente Michael Schumacher nel 1996, compiendo un’impresa da gigante che lo affianca a Nigel Mansell, Damon Hill, Mika Hakkinen e Lewis Hamilton i quali vinsero a loro volta i primi due gran premi con un back to back. Gara non totalmente da buttare per Verstappen che, nonostante il contatto in partenza e il pit stop assolutamente necessario, riesce comunque ad arrivare ottavo e a guadagnare qualche punto e lo stesso avviene per il nuovo compagno di scuderia Alexander Albon, arrivato sesto. Super gara anche da parte delle Renault di Ricciardo e Hulkenberg, arrivati rispettivamente quarto e quinto, mentre per l’ex ferrarista Kimi Raikkonen questo weekend non è stato il massimo: va due volte a muro in due giorni nello stesso punto. E se Giovinazzi oggi ha portato in alto l’orgoglio italiano arrivando ottavo e diventando il primo pilota italiano a fare punti sul tracciato italiano a 13 anni di distanza da Jarno Trulli, oggi non si può proprio dire lo stesso di Vettel, che al sesto giro esce di pista e si gira, ma la cosa grave non è quella: nel rientrare frettolosamente in pista ha avuto un contatto con Lance Stroll che, a sua volta, è uscito di pista e nel rientrare ha costretto ad andare fuori anche la Toro Rosso di Pierre Gasly. Nonostante tutto, chi doveva essere penalizzato è stato penalizzato e chi doveva essere premiato lo è stato, in special modo Leclerc: reduce della vittoria non festeggiata a Spa, finalmente a Monza ha potuto scatenare tutte le sue emozioni e sfoggiare il trofeo di fronte alla marea rossa di tifosi, con l’inno monegasco e l’inno di Mameli nelle orecchie e nel cuore.

 

-Claudia Crescenzi

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Ciao Anthoine

I motorsports sono sempre stati pericolosi, ma spesso lo si ricorda solo quando accade una tragedia, come quella dello scorso sabato in Formula 2 dove ha perso la vita il pilota Anthoine Hubert a soli 22 anni, a 34 di distanza dall’incidente di Stefan Bellof che ebbe il suo stesso destino. L’incidente è avvenuto all’Eau Rouge, il punto più pericoloso e leggendario del circuito di Spa; nonostante negli ultimi decenni la sicurezza abbia fatto passi da gigante e siamo quindi abituati a vedere i piloti uscire sulle proprie gambe anche dopo incidenti a velocità assurde, la percentuale che una tragedia possa purtroppo accadere rimane sempre: simili tragedie sono capitate a piloti leggendari, come Villeneuve e Senna, ma accadono anche alle promesse come a Bianchi e Hubert. Su Instagram tutti i piloti hanno espresso il loro cordoglio per questa perdita e lo stesso Lewis Hamilton ha scritto un messaggio per ricordarci quanto pericolosa possa essere la Formula 1: “Se anche una sola persona di voi che guardate e apprezzate questo sport pensa anche solo per un secondo che ciò che facciamo non sia pericoloso sbaglia di grosso. Tutti questi piloti mettono la loro vita in gioco quando scendono in pista e le persone devono apprezzarlo in maniera seria perché non è apprezzato abbastanza. Né dai fan e neppure da alcune persone che lavorano in questo sport. Per quanto mi riguarda Anthoine è un eroe per aver corso il rischio di inseguire i propri sogni. Sono così triste che ciò sia accaduto. Portiamolo in alto e ricordiamolo. Riposa in pace fratello”. Domenica si correva per Anthoine e tutti i piloti lo hanno portato sulla propria vettura con uno o più adesivi, ma il regalo più bello è stato fatto senza dubbio da Charles Leclerc, che, visibilmente commosso, ha dedicato la sua prima vittoria nella classe regina all’amico. Un weekend denso di emozioni e difficile da raccontare, dove si sono intrecciate la tragica fine del giovane Hubert e la narrazione della prima vittoria di un predestinato come Leclerc, due amici, due ragazzi con il sogno di correre, ai quali il destino ha riservato due strade amaramente diverse. Ciao Anthoine.

 

-Claudia Crescenzi

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Gran Premio d’Austria e d’Olanda 2019

Formula 1 – Già dalle qualifiche si era capito che il Gran Premio del Red Bull Ring sarebbe stato diverso dagli altri: superpole di Charles Leclerc, che fissa il nuovo record della pista, seguito da Verstappen e Bottas, con splendida quinta posizione di Lando Norris. Pioggia di penalità che colpisce anche Lewis Hamilton per impeding, la stessa inflitta a Russell, nei confronti di Kimi Raikkonen durante le qualifiche e che quindi precipita al quinto posto e poi al quarto dopo una penalità inflitta a Hulkenberg, mentre Vettel  partirà nono a causa di un problema alla power unit. La prima fila di questo Gran Premio è la più giovane nella storia della Formula 1, con un’età media di 21 anni e 270 giorni, decisa rispettivamente da due vecchi compagni di kart. Charles vola via sin dalla partenza, cercando di prendere quanto più vantaggio possibile, mentre Verstappen parte male e rischia di mandare in fumo tutto il lavoro di un weekend; dietro a Leclerc si piazzano le Mercedes di Bottas e Hamilton ma non riescono a passarlo, mentre Vettel risale tutte le posizioni fino a ritrovarsi tra i primi cinque. Al settimo giro Verstappen dice al suo ingegnere di aver bisogno di più potenza, ma mentre lo dice sorpassa Norris in curva 3 e Raikkonnen alla stessa curva qualche giro più tardi; al giro 22 rientrano ai box sia Bottas sia Vettel, ma nel box Ferrari i meccanici con le gomme tardano ad arrivare facendo durare il pit stop più del dovuto. Poco dopo il box Mercedes decide di far rientrare anche Lewis Hamilton, che dovrà però cambiare anche l’ala anteriore dando così vantaggio ai suoi avversari. Al giro 50 Verstappen è il più veloce in pista e passa davanti a Sebastian Vettel sempre alla curva 3, posizionandosi terzo; 6 giri dopo Max afferma di perdere potenza ma nel frattempo sorpassa anche Bottas, diventando quindi secondo e continuando la rimonta che era diventata necessaria dopo l’inizio disastroso di questo Gran Premio. A due giri dalla fine tutta l’attenzione è focalizzata sui due giovanissimi piloti, su una Ferrari e su una Red Bull, con l’olandese che all’improvviso decide di passare Leclerc all’interno effettuando una manovra che farà tanto discutere (il monegasco si ritrova fuori dal tracciato); nonostante tutti gli sforzi, Leclerc si ritrova secondo dietro al pilota RedBull, seguito da Bottas. Strabiliante sorpasso di Sebastian Vettel su Lewis Hamilton durante l’ultimo giro, ma è tutto passato in secondo piano dopo le polemiche sul sorpasso di Verstappen su Leclerc, indagato anche dai commissari FIA che hanno chiesto la presenza dei due piloti presso di loro alle 18, cosa che non ha alterato il risultato finale, confermato intorno alle 20. Nonostante il magnifico fine settimana, Charles Leclerc è restato con l’amaro in bocca: dopo l’inno e la foto di rito, il pilota Ferrari ha preso il suo trofeo insieme con lo spumante  e si è letteralmente dileguato, deluso per il team al quale avrebbe voluto regalare la sua prima vittoria.

credits motogp instagram

Capitolo MotoGp – All’università del motociclismo sportivo non esistono certezze e i vincitori ce lo hanno dimostrato. In Moto3 parte dalla Pole Position Niccolò Antonelli seguito da Toba e Arbolino, con Canet e Dalla Porta in terza fila; Suzuki duella con Arbolino, mentre da dietro risale Fenati posizionandosi sesto. A 20 giri dal termine Foggia segna il giro veloce in 18esima posizione, mentre a 16 Fenati prende il comando della gara. Rimontato dalla 15esima posizione Binder entra su Antonelli e Cecchini si autoinfligge un long lap penalty, mentre nel gruppo di testa i sorpassi sono innumerevoli. A 7 giri dalla fine Masia è costretto a ritirarsi per un problema tecnico, poi cade Arenas e alla curva 5 cadono in gruppo Toba, Vietti, Suzuki e Fernandez, seguiti poco dopo anche da Binder. Foggia si spinge fino alla quarta posizione e all’ultimo giro Dalla Porta duella con Arbolino, che vince diventando il primo pilota ad aggiudicarsi due gare in questa stagione, mentre Dalla Porta è secondo per la quarta volta portandosi a 7 punti da Canet e riaprendo la lotta per il mondiale. La Moto2 ha invece Gardner come Poleman ma al via Binder si piazza subito davanti a tutti, mentre Bulega finisce fuori per evitare le moto di Corsi e Bendsneyder che cadono in coppia. Cadono alla 16 Gardner, Lowes alla 9 e Navarro alla 18; Binder torna davanti e Lorenzo Baldassarri passa Vierge ed è terzo dietro ad Alex Marquez. A 7 giri dalla fine non entra la marcia a Baldassarri che è costretto a ripartire in quarta posizione, ma è negli ultimi cinque giri che succede di tutto: Marquez va in testa, Vierge e Bastianini vanno fuori e di seguito Baldassarri prova a passare all’interno il leader toccandolo con lo pneumatico posteriore e andando nella ghiaia insieme a Marquez. Vince quindi Fernandez davanti a Binder e Marini, ma il nuovo leader del mondiale è Tom Luthi che si porta a 117 punti arrivando quarto, con 6 punti di vantaggio su Marquez. La Classe Regina inizia con la superpole di Quartararo che ha dominato le qualifiche davanti agli spagnoli, in basso invece gli italiani. Nelle prime posizioni duellano Quartararo con le Suzuki, raggiunti in seguito da Marquez e dalla Yamaha di Viñales; mentre dominava la gara, però, cade Alex Rins, sconvolgendo la classifica e riportando in testa Fabio Quartararo. Dopo nemmeno 8 minuti di gara è andato invece a terra Valentino Rossi, portandosi appresso anche Nakagami; per fortuna nessuno dei due piloti ha riportato gravi ferite e Rossi ha spiegato così la sua caduta: “Stavo recuperando, ho provato a passare Nakagami ma ero un po’ fuori traiettoria e mi si è chiuso davanti. Alla fine ho preso anche lui, purtroppo, mi dispiace.”. Quartararo si ritrova inseguito da Marquez e Viñales, ma la moto inizia a tremare in determinati punti del tracciato e, complice anche la recente operazione al braccio, è costretto a cedere e far passare i due spagnoli. Marquez e Viñales combattono l’uno contro l’altro fino alla fine, ma il vincitore questa volta è Maverick Viñales, che esulta e piange dalla gioia (era dal 2018 che mancava la vittoria): “Sto vivendo un sogno ad occhi aperti dopo un lungo periodo senza successi. E’ una sensazione bellissima, sono senza parole. Ringrazio il team e tutti i tifosi, il loro sostegno è totale” dirà a fine gara Viñales.

-Claudia Crescenzi

Gran Premio di Francia 2019

Niente di nuovo sul fronte occidentale, precisamente francese, dove  gli sforzi della Ferrari non trovano soluzioni immediate. La gara è dominata sin dall’inizio dalle due Mercedes, in particolar modo dal poleman Lewis Hamilton che vince e si porta a 36 punti di vantaggio da Bottas e 76 su Vettel (il quale è partito solamente dalla settima posizione anche per un problema alla pompa dell’olio ausiliaria); partite quinta e sesta le due McLaren, rispettivamente Norris e Sainz, e prima qualifica tra i Top Ten per Antonio Giovinazzi dietro Ricciardo e Gasly. Terza la rossa di Leclerc, posizione che si conferma dopo la gara anche se il secondo posto è stato molto vicino: all’ultimo giro infatti Bottas ha rischiato grosso, ha dovuto combattere per mantenere la sua seconda posizione fino all’ultima curva, motivo per il quale il Team Principal Toto Wolff ha affermato che Bottas “Ha un po’ dormito”, nonostante la soddisfazione per la sesta doppietta.  “Devo esaminare dove Hamilton sia più veloce di me, so che non è imbattibile”, ha spiegato Bottas, mentre Leclerc può ritenersi soddisfatto: “Ho lottato fino alla fine, ho dato tutto. Weekend positivo”. Sebastian Vettel invece non è riuscito ad andare oltre il quinto posto: “Salviamo il terzo posto di Leclerc, ma senza i problemi di Bottas (blistering sulle gomme dure) non ci saremmo avvicinati così. Non abbiamo il ritmo per battere la Mercedes”. Le soluzioni che i tifosi attendono in casa Ferrari non sono per niente immediate e ad aspettarle ci sono anche gli organizzatori, visti gli ascolti in calo (soprattutto dopo le polemiche avvenute durante il Gran Premio del Canada).  Alle spalle di Vettel,  che ha preso il punto per il giro veloce,  la gara ha offerto spunti notevoli per duelli come quello tra Lando  Norris con Raikkonen, Ricciardo e Hulkenberg, con le macchine per prati e fuori strada pur di superarsi. L’investigazione dei commissari a fine gara ha fatto precipitare Ricciardo all’undicesimo posto per le due penalità di cinque secondi legate alle manovre nel finale su Norris e Raikkonen, dove si è inventato lo spazio pur di tentare il sorpasso. Sale quindi Kimi al 7° posto e chiudono la top ten Hulkenberg, Norris e Gasly. In Formula 2 invece trionfa l’eroe di casa Hubert in gara due, anche se l’olandese De Vries resta in testa al campionato; sfortuna per Mick Schumacher, il quale fora la posteriore destra e torna in pit lane, ma poche curve dopo il rientro è costretto ad accostarsi. La Formula 3 è tutta Frema-PDA e vede trionfante in gara due il russo Shwartzmann, che si porta quindi a 12 punti dal terzo arrivato Daruvala, seguito da Piquet. Dopo la Francia, la prossima tappa è l’Austria, domenica prossima  (Formula 1 alle 15:10), in una pista che sembra fatta apposta per la Mercedes.

 

-Claudia Crescenzi

Gran Premio di Catalogna 2019

La gioia e la rabbia contrastano al Montmelò. La Moto3 vede trionfare Ramirez davanti a Canet e ad uno strabiliante Vietti che rimonta 18 posizioni, concludendo con un sorpasso su Lopez stile Valentino Rossi su Lorenzo nel 2009. Dopo una pioggia di penalizzazioni e la pole di Rodrigo alla curva 5 Canet ha già preso il comando , ma non lontano c’è Dalla Porta; alla 10 cade Suzuki e al secondo giro arriva in testa Dalla Porta che è costretto a ritirarsi tra la 13 e la 14 a causa di un problema, stessa causa che farà scendere Arbolino in 18esima posizione. Strage al quarto giro quando va giù Oncu con Perez, Salac, Garcia, Fernandez e Arenas, seguiti poco dopo da Migno e qualche giro più tardi da Masia. A 7 giri dal termine cade Masaki, a due vanno giù Rodrigo e Binder. L’ultimo giro parte con Toba primo seguito da Lopez e Canet, Vietti sesto: Toba cade alla 10 e Ramirez si avvantaggia mentre Vietti sorpassa Lopez eccezionalmente posizionandosi al terzo posto dietro Canet, il quale si porta a +23 punti su Dalla Porta. Nelle altre classi vincono i due fratelli Marquez, mentre la situazione per gli italiani diventa disastrosa. In Moto2 il poleman Luthi arriva dietro ad Alex che fa il record del circuito e si porta in testa al motomondiale dopo una gara che vede cadere Baldassarri e Gardner alla curva 4 e la fine anticipata di Fabio Di Giannantonio, terzo Navarro e Bastianini con Marini rispettivamente quinto e sesto, i migliori risultati degli italiani in Moto2. Numerose le polemiche in MotoGP con al centro Jorge Lorenzo che cadendo si è trascinato dietro Andrea Dovizioso, Maverick Viñales e Valentino Rossi, stravolgendo così quella che poteva essere una gara piena di lotte per salire sul primo gradino del podio, occupato ancora una volta da Marc Marquez.  Lo spagnolo è seguito al secondo posto dal primo in qualifica Quartararo, che sale per la prima volta sul podio, terzo Petrucci; ma al centro dell’attenzione dei media e degli appassionati c’è il cinque volte campione del mondo Lorenzo ed il suo errore che ha coinvolto le Yamaha ufficiali e la Desmosedici di Dovizioso, un errore definito “da Rookie” dal Team Director Yamaha Menegalli. “Ho commesso uno sbaglio facendo cadere anche gli altri, avrei preferito finire a terra solo io, mi dispiace.” Ha affermato Lorenzo, che è andato a chiedere scusa ai piloti trascinati con sé nella caduta, mentre Marquez ha spiegato, in risposta alla domanda sul “regalino” fattogli dal compagno di squadra (con cui ha avuto delle tensioni in qualifica), che non era così che voleva vincere; “Peccato, peccatissimo” invece per Valentino Rossi, “Siamo stati comunque competitivi, veloci, abbiamo lavorato bene, sono molto contento”. Giornata di corse anche per le quattro ruote, in cui la 87esima edizione della 24h di Le Mans vede trionfare la Toyota #8 di Alonso-Buemi-Nakajima: grande festa in casa Toyota e Ferrari, nonostante la foratura per la Toyota #7 di Kobayashi-Conway-Lopez sia risultata cruciale per la squadra, mentre Alonso è stato proclamato campione WEC 2018-2019.

-Claudia Crescenzi

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Gran Premio del Canada 2019

Montréal, circuito Gilles Villneuve. Venerdì le FP2 e FP3 sono state dominate dalle Ferrari e la macchina del beniamino locale Lance Stroll prende fuoco; al Q1 out Kubica, Russel, Stroll, Raikkonen e Perez. Durante il Q2 invece va a muro Magnussen, che partirà dalla pit lane,  e restano esclusi dal Q3 Grosjean, Albon, Giovinazzi, Kvyat e Verstappen. Prende la pole (dopo tanti gp d’attesa) Sebastian Vettel seguito da  Hamilton e Charles Leclerc, quarto Ricciardo davanti a Gasly e Bottas. Penalità per Sainz di tre posizioni per un impeding nei confronti di Albon, che fa scalare quindi Verstappen in nona posizione e Kvyat in decima. Dopo le qualifiche Hamilton ha un problema di perdita idraulica, che i meccanici riescono a risolvere in tempo per la partenza.

La gara inizia senza grossi colpi di scena. Al 9° giro Norris buca la gomma posteriore destra, si ritrova una sospensione rotta senza aver toccato muro ed è out: molti ne approfittano per fare il pit stop ma non ai primi posti, dove le prime tre posizioni sono rimaste invariate da inizio gara. Al 21° le Ferrari mettono in atto il “Piano B” e, una volta arrivato il tempo del pit stop di Vettel, arriva l’hammer-time di Hamilton, entrando anche lui ai box nel giro seguente. Dopo la sosta a Sebastian è stato chiesto di entrare in modalità “fuel-saving” ma Hamilton è veloce e si avvicina in fretta soprattutto dopo il pit-stop di Leclerc, che rientra dietro a Verstappen  (che supera dopo qualche giro) . Al 38° Stroll è riuscito a risalire svariate posizioni, salendo all’ottava, a circa 30 secondi dai primi tre; al 49° Hamilton è molto vicino a Sebastian, che finisce sul prato nel tentativo di difendere la posizione e, rientrando in pista sempre davanti a Hamilton, opera una manovra che i giudici riterranno sanzionabile; nel mentre Leclerc è a 10 secondi dai primi due seguito da Bottas (giro veloce a fine gara). Dopo 10 minuti dall’episodio incriminato arriva la penalità di 5 secondi nei confronti di Sebastian Vettel che ribalta totalmente il corso della gara: la FIA ha giudicato la manovra di Vettel come “una manovra intenzionale”, mentre Sebastian spiega al suo ingegnere che, venendo dall’erba, le gomme non avevano grip e che Hamilton avrebbe potuto passarlo all’interno. Si ritira Alexander Albon al 63° giro, mentre il tedesco del Cavallino cerca di creare il gap necessario tra sé e l’inseguitore, senza successo. Hamilton vince, anche se non è questo il modo in cui voleva trionfare; dichiara però che, secondo lui, Vettel sarebbe andato più largo del dovuto. Leclerc è terzo, contento della sua gara ma insoddisfatto degli errori commessi in qualifica, e afferma che il suo team avrebbe davvero meritato la vittoria. Dopo aver tagliato il traguardo, Sebastian Vettel si rifiuta di portare la sua Ferrari sotto al podio, porta la macchina indietro e va a chiedere spiegazioni ai commissari della FIA; poi, passando per i box della Mercedes, si reca sotto al podio e inverte i numeri d’arrivo con la monoposto del rivale. Sul podio tanti i fischi per Hamilton e dopo la premiazione finalmente l’intervista a Sebastian Vettel, che esorta il pubblico a non prendersela con il pilota inglese ma con chi ha deciso la penalità; in particolare, Vettel ha chiesto di verificare i precedenti  in quanto c’è un episodio molto simile, precisamente accaduto a Monaco 2016, in cui Lewis mise in atto una difesa analoga a quella odierna ai danni di Daniel Ricciardo, in quel caso senza alcuna penalizzazione. La faccenda è tutt’altro che chiusa e le polemiche sono di certo destinate ad andare avanti ancora a lungo; intanto la casa automobilistica tedesca monopolizza sempre di più il campionato, riuscendo a vincere il settimo gran premio su sette appuntamenti stagionali sin qui.

 

-Claudia Crescenzi