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Gran Premio d’Austria e d’Olanda 2019

Formula 1 – Già dalle qualifiche si era capito che il Gran Premio del Red Bull Ring sarebbe stato diverso dagli altri: superpole di Charles Leclerc, che fissa il nuovo record della pista, seguito da Verstappen e Bottas, con splendida quinta posizione di Lando Norris. Pioggia di penalità che colpisce anche Lewis Hamilton per impeding, la stessa inflitta a Russell, nei confronti di Kimi Raikkonen durante le qualifiche e che quindi precipita al quinto posto e poi al quarto dopo una penalità inflitta a Hulkenberg, mentre Vettel  partirà nono a causa di un problema alla power unit. La prima fila di questo Gran Premio è la più giovane nella storia della Formula 1, con un’età media di 21 anni e 270 giorni, decisa rispettivamente da due vecchi compagni di kart. Charles vola via sin dalla partenza, cercando di prendere quanto più vantaggio possibile, mentre Verstappen parte male e rischia di mandare in fumo tutto il lavoro di un weekend; dietro a Leclerc si piazzano le Mercedes di Bottas e Hamilton ma non riescono a passarlo, mentre Vettel risale tutte le posizioni fino a ritrovarsi tra i primi cinque. Al settimo giro Verstappen dice al suo ingegnere di aver bisogno di più potenza, ma mentre lo dice sorpassa Norris in curva 3 e Raikkonnen alla stessa curva qualche giro più tardi; al giro 22 rientrano ai box sia Bottas sia Vettel, ma nel box Ferrari i meccanici con le gomme tardano ad arrivare facendo durare il pit stop più del dovuto. Poco dopo il box Mercedes decide di far rientrare anche Lewis Hamilton, che dovrà però cambiare anche l’ala anteriore dando così vantaggio ai suoi avversari. Al giro 50 Verstappen è il più veloce in pista e passa davanti a Sebastian Vettel sempre alla curva 3, posizionandosi terzo; 6 giri dopo Max afferma di perdere potenza ma nel frattempo sorpassa anche Bottas, diventando quindi secondo e continuando la rimonta che era diventata necessaria dopo l’inizio disastroso di questo Gran Premio. A due giri dalla fine tutta l’attenzione è focalizzata sui due giovanissimi piloti, su una Ferrari e su una Red Bull, con l’olandese che all’improvviso decide di passare Leclerc all’interno effettuando una manovra che farà tanto discutere (il monegasco si ritrova fuori dal tracciato); nonostante tutti gli sforzi, Leclerc si ritrova secondo dietro al pilota RedBull, seguito da Bottas. Strabiliante sorpasso di Sebastian Vettel su Lewis Hamilton durante l’ultimo giro, ma è tutto passato in secondo piano dopo le polemiche sul sorpasso di Verstappen su Leclerc, indagato anche dai commissari FIA che hanno chiesto la presenza dei due piloti presso di loro alle 18, cosa che non ha alterato il risultato finale, confermato intorno alle 20. Nonostante il magnifico fine settimana, Charles Leclerc è restato con l’amaro in bocca: dopo l’inno e la foto di rito, il pilota Ferrari ha preso il suo trofeo insieme con lo spumante  e si è letteralmente dileguato, deluso per il team al quale avrebbe voluto regalare la sua prima vittoria.

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Capitolo MotoGp – All’università del motociclismo sportivo non esistono certezze e i vincitori ce lo hanno dimostrato. In Moto3 parte dalla Pole Position Niccolò Antonelli seguito da Toba e Arbolino, con Canet e Dalla Porta in terza fila; Suzuki duella con Arbolino, mentre da dietro risale Fenati posizionandosi sesto. A 20 giri dal termine Foggia segna il giro veloce in 18esima posizione, mentre a 16 Fenati prende il comando della gara. Rimontato dalla 15esima posizione Binder entra su Antonelli e Cecchini si autoinfligge un long lap penalty, mentre nel gruppo di testa i sorpassi sono innumerevoli. A 7 giri dalla fine Masia è costretto a ritirarsi per un problema tecnico, poi cade Arenas e alla curva 5 cadono in gruppo Toba, Vietti, Suzuki e Fernandez, seguiti poco dopo anche da Binder. Foggia si spinge fino alla quarta posizione e all’ultimo giro Dalla Porta duella con Arbolino, che vince diventando il primo pilota ad aggiudicarsi due gare in questa stagione, mentre Dalla Porta è secondo per la quarta volta portandosi a 7 punti da Canet e riaprendo la lotta per il mondiale. La Moto2 ha invece Gardner come Poleman ma al via Binder si piazza subito davanti a tutti, mentre Bulega finisce fuori per evitare le moto di Corsi e Bendsneyder che cadono in coppia. Cadono alla 16 Gardner, Lowes alla 9 e Navarro alla 18; Binder torna davanti e Lorenzo Baldassarri passa Vierge ed è terzo dietro ad Alex Marquez. A 7 giri dalla fine non entra la marcia a Baldassarri che è costretto a ripartire in quarta posizione, ma è negli ultimi cinque giri che succede di tutto: Marquez va in testa, Vierge e Bastianini vanno fuori e di seguito Baldassarri prova a passare all’interno il leader toccandolo con lo pneumatico posteriore e andando nella ghiaia insieme a Marquez. Vince quindi Fernandez davanti a Binder e Marini, ma il nuovo leader del mondiale è Tom Luthi che si porta a 117 punti arrivando quarto, con 6 punti di vantaggio su Marquez. La Classe Regina inizia con la superpole di Quartararo che ha dominato le qualifiche davanti agli spagnoli, in basso invece gli italiani. Nelle prime posizioni duellano Quartararo con le Suzuki, raggiunti in seguito da Marquez e dalla Yamaha di Viñales; mentre dominava la gara, però, cade Alex Rins, sconvolgendo la classifica e riportando in testa Fabio Quartararo. Dopo nemmeno 8 minuti di gara è andato invece a terra Valentino Rossi, portandosi appresso anche Nakagami; per fortuna nessuno dei due piloti ha riportato gravi ferite e Rossi ha spiegato così la sua caduta: “Stavo recuperando, ho provato a passare Nakagami ma ero un po’ fuori traiettoria e mi si è chiuso davanti. Alla fine ho preso anche lui, purtroppo, mi dispiace.”. Quartararo si ritrova inseguito da Marquez e Viñales, ma la moto inizia a tremare in determinati punti del tracciato e, complice anche la recente operazione al braccio, è costretto a cedere e far passare i due spagnoli. Marquez e Viñales combattono l’uno contro l’altro fino alla fine, ma il vincitore questa volta è Maverick Viñales, che esulta e piange dalla gioia (era dal 2018 che mancava la vittoria): “Sto vivendo un sogno ad occhi aperti dopo un lungo periodo senza successi. E’ una sensazione bellissima, sono senza parole. Ringrazio il team e tutti i tifosi, il loro sostegno è totale” dirà a fine gara Viñales.

-Claudia Crescenzi

Gran Premio di Francia 2019

Niente di nuovo sul fronte occidentale, precisamente francese, dove  gli sforzi della Ferrari non trovano soluzioni immediate. La gara è dominata sin dall’inizio dalle due Mercedes, in particolar modo dal poleman Lewis Hamilton che vince e si porta a 36 punti di vantaggio da Bottas e 76 su Vettel (il quale è partito solamente dalla settima posizione anche per un problema alla pompa dell’olio ausiliaria); partite quinta e sesta le due McLaren, rispettivamente Norris e Sainz, e prima qualifica tra i Top Ten per Antonio Giovinazzi dietro Ricciardo e Gasly. Terza la rossa di Leclerc, posizione che si conferma dopo la gara anche se il secondo posto è stato molto vicino: all’ultimo giro infatti Bottas ha rischiato grosso, ha dovuto combattere per mantenere la sua seconda posizione fino all’ultima curva, motivo per il quale il Team Principal Toto Wolff ha affermato che Bottas “Ha un po’ dormito”, nonostante la soddisfazione per la sesta doppietta.  “Devo esaminare dove Hamilton sia più veloce di me, so che non è imbattibile”, ha spiegato Bottas, mentre Leclerc può ritenersi soddisfatto: “Ho lottato fino alla fine, ho dato tutto. Weekend positivo”. Sebastian Vettel invece non è riuscito ad andare oltre il quinto posto: “Salviamo il terzo posto di Leclerc, ma senza i problemi di Bottas (blistering sulle gomme dure) non ci saremmo avvicinati così. Non abbiamo il ritmo per battere la Mercedes”. Le soluzioni che i tifosi attendono in casa Ferrari non sono per niente immediate e ad aspettarle ci sono anche gli organizzatori, visti gli ascolti in calo (soprattutto dopo le polemiche avvenute durante il Gran Premio del Canada).  Alle spalle di Vettel,  che ha preso il punto per il giro veloce,  la gara ha offerto spunti notevoli per duelli come quello tra Lando  Norris con Raikkonen, Ricciardo e Hulkenberg, con le macchine per prati e fuori strada pur di superarsi. L’investigazione dei commissari a fine gara ha fatto precipitare Ricciardo all’undicesimo posto per le due penalità di cinque secondi legate alle manovre nel finale su Norris e Raikkonen, dove si è inventato lo spazio pur di tentare il sorpasso. Sale quindi Kimi al 7° posto e chiudono la top ten Hulkenberg, Norris e Gasly. In Formula 2 invece trionfa l’eroe di casa Hubert in gara due, anche se l’olandese De Vries resta in testa al campionato; sfortuna per Mick Schumacher, il quale fora la posteriore destra e torna in pit lane, ma poche curve dopo il rientro è costretto ad accostarsi. La Formula 3 è tutta Frema-PDA e vede trionfante in gara due il russo Shwartzmann, che si porta quindi a 12 punti dal terzo arrivato Daruvala, seguito da Piquet. Dopo la Francia, la prossima tappa è l’Austria, domenica prossima  (Formula 1 alle 15:10), in una pista che sembra fatta apposta per la Mercedes.

 

-Claudia Crescenzi

Gran Premio di Catalogna 2019

La gioia e la rabbia contrastano al Montmelò. La Moto3 vede trionfare Ramirez davanti a Canet e ad uno strabiliante Vietti che rimonta 18 posizioni, concludendo con un sorpasso su Lopez stile Valentino Rossi su Lorenzo nel 2009. Dopo una pioggia di penalizzazioni e la pole di Rodrigo alla curva 5 Canet ha già preso il comando , ma non lontano c’è Dalla Porta; alla 10 cade Suzuki e al secondo giro arriva in testa Dalla Porta che è costretto a ritirarsi tra la 13 e la 14 a causa di un problema, stessa causa che farà scendere Arbolino in 18esima posizione. Strage al quarto giro quando va giù Oncu con Perez, Salac, Garcia, Fernandez e Arenas, seguiti poco dopo da Migno e qualche giro più tardi da Masia. A 7 giri dal termine cade Masaki, a due vanno giù Rodrigo e Binder. L’ultimo giro parte con Toba primo seguito da Lopez e Canet, Vietti sesto: Toba cade alla 10 e Ramirez si avvantaggia mentre Vietti sorpassa Lopez eccezionalmente posizionandosi al terzo posto dietro Canet, il quale si porta a +23 punti su Dalla Porta. Nelle altre classi vincono i due fratelli Marquez, mentre la situazione per gli italiani diventa disastrosa. In Moto2 il poleman Luthi arriva dietro ad Alex che fa il record del circuito e si porta in testa al motomondiale dopo una gara che vede cadere Baldassarri e Gardner alla curva 4 e la fine anticipata di Fabio Di Giannantonio, terzo Navarro e Bastianini con Marini rispettivamente quinto e sesto, i migliori risultati degli italiani in Moto2. Numerose le polemiche in MotoGP con al centro Jorge Lorenzo che cadendo si è trascinato dietro Andrea Dovizioso, Maverick Viñales e Valentino Rossi, stravolgendo così quella che poteva essere una gara piena di lotte per salire sul primo gradino del podio, occupato ancora una volta da Marc Marquez.  Lo spagnolo è seguito al secondo posto dal primo in qualifica Quartararo, che sale per la prima volta sul podio, terzo Petrucci; ma al centro dell’attenzione dei media e degli appassionati c’è il cinque volte campione del mondo Lorenzo ed il suo errore che ha coinvolto le Yamaha ufficiali e la Desmosedici di Dovizioso, un errore definito “da Rookie” dal Team Director Yamaha Menegalli. “Ho commesso uno sbaglio facendo cadere anche gli altri, avrei preferito finire a terra solo io, mi dispiace.” Ha affermato Lorenzo, che è andato a chiedere scusa ai piloti trascinati con sé nella caduta, mentre Marquez ha spiegato, in risposta alla domanda sul “regalino” fattogli dal compagno di squadra (con cui ha avuto delle tensioni in qualifica), che non era così che voleva vincere; “Peccato, peccatissimo” invece per Valentino Rossi, “Siamo stati comunque competitivi, veloci, abbiamo lavorato bene, sono molto contento”. Giornata di corse anche per le quattro ruote, in cui la 87esima edizione della 24h di Le Mans vede trionfare la Toyota #8 di Alonso-Buemi-Nakajima: grande festa in casa Toyota e Ferrari, nonostante la foratura per la Toyota #7 di Kobayashi-Conway-Lopez sia risultata cruciale per la squadra, mentre Alonso è stato proclamato campione WEC 2018-2019.

-Claudia Crescenzi

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Gran Premio del Canada 2019

Montréal, circuito Gilles Villneuve. Venerdì le FP2 e FP3 sono state dominate dalle Ferrari e la macchina del beniamino locale Lance Stroll prende fuoco; al Q1 out Kubica, Russel, Stroll, Raikkonen e Perez. Durante il Q2 invece va a muro Magnussen, che partirà dalla pit lane,  e restano esclusi dal Q3 Grosjean, Albon, Giovinazzi, Kvyat e Verstappen. Prende la pole (dopo tanti gp d’attesa) Sebastian Vettel seguito da  Hamilton e Charles Leclerc, quarto Ricciardo davanti a Gasly e Bottas. Penalità per Sainz di tre posizioni per un impeding nei confronti di Albon, che fa scalare quindi Verstappen in nona posizione e Kvyat in decima. Dopo le qualifiche Hamilton ha un problema di perdita idraulica, che i meccanici riescono a risolvere in tempo per la partenza.

La gara inizia senza grossi colpi di scena. Al 9° giro Norris buca la gomma posteriore destra, si ritrova una sospensione rotta senza aver toccato muro ed è out: molti ne approfittano per fare il pit stop ma non ai primi posti, dove le prime tre posizioni sono rimaste invariate da inizio gara. Al 21° le Ferrari mettono in atto il “Piano B” e, una volta arrivato il tempo del pit stop di Vettel, arriva l’hammer-time di Hamilton, entrando anche lui ai box nel giro seguente. Dopo la sosta a Sebastian è stato chiesto di entrare in modalità “fuel-saving” ma Hamilton è veloce e si avvicina in fretta soprattutto dopo il pit-stop di Leclerc, che rientra dietro a Verstappen  (che supera dopo qualche giro) . Al 38° Stroll è riuscito a risalire svariate posizioni, salendo all’ottava, a circa 30 secondi dai primi tre; al 49° Hamilton è molto vicino a Sebastian, che finisce sul prato nel tentativo di difendere la posizione e, rientrando in pista sempre davanti a Hamilton, opera una manovra che i giudici riterranno sanzionabile; nel mentre Leclerc è a 10 secondi dai primi due seguito da Bottas (giro veloce a fine gara). Dopo 10 minuti dall’episodio incriminato arriva la penalità di 5 secondi nei confronti di Sebastian Vettel che ribalta totalmente il corso della gara: la FIA ha giudicato la manovra di Vettel come “una manovra intenzionale”, mentre Sebastian spiega al suo ingegnere che, venendo dall’erba, le gomme non avevano grip e che Hamilton avrebbe potuto passarlo all’interno. Si ritira Alexander Albon al 63° giro, mentre il tedesco del Cavallino cerca di creare il gap necessario tra sé e l’inseguitore, senza successo. Hamilton vince, anche se non è questo il modo in cui voleva trionfare; dichiara però che, secondo lui, Vettel sarebbe andato più largo del dovuto. Leclerc è terzo, contento della sua gara ma insoddisfatto degli errori commessi in qualifica, e afferma che il suo team avrebbe davvero meritato la vittoria. Dopo aver tagliato il traguardo, Sebastian Vettel si rifiuta di portare la sua Ferrari sotto al podio, porta la macchina indietro e va a chiedere spiegazioni ai commissari della FIA; poi, passando per i box della Mercedes, si reca sotto al podio e inverte i numeri d’arrivo con la monoposto del rivale. Sul podio tanti i fischi per Hamilton e dopo la premiazione finalmente l’intervista a Sebastian Vettel, che esorta il pubblico a non prendersela con il pilota inglese ma con chi ha deciso la penalità; in particolare, Vettel ha chiesto di verificare i precedenti  in quanto c’è un episodio molto simile, precisamente accaduto a Monaco 2016, in cui Lewis mise in atto una difesa analoga a quella odierna ai danni di Daniel Ricciardo, in quel caso senza alcuna penalizzazione. La faccenda è tutt’altro che chiusa e le polemiche sono di certo destinate ad andare avanti ancora a lungo; intanto la casa automobilistica tedesca monopolizza sempre di più il campionato, riuscendo a vincere il settimo gran premio su sette appuntamenti stagionali sin qui.

 

-Claudia Crescenzi