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Bice Minacci A Pari - per ricordare ed essere ricordati Presentazione del Sindaco Ho avuto altre occasioni per dichiarare che "Pari non finisce mai di stupirci". L’opera di Bice è un’altra riprova di quanto voglio qui riaffermare. "A Pari per ricordare ed essere ricordati" rappresenta un’occasione unica per rivivere il passato in chiave moderna. Si legge tutto di un fiato. Pur non essendo "parigiano" mi sono immedesimato nel libro di Bice e, quasi, anch’io mi ci sono ritrovato. Sono andato con la fantasia alla ricerca di Tizio e di Caio. Credo di aver fatto alcune scoperte di personaggi caratteristici e significativi di un’epoca. Sei capitoli vivacissimi toccano, insieme alle corde del cuore, tutti gli aspetti della vita vissuta. Lo stile semplice, talvolta arcaico e popolare, ti porta piacevolmente indietro nel tempo. Pari deve molto a Bice per la sua intelligente e significativa opera. Credo che ogni famiglia possa ritrovarvi la sua storia. Non ha dimenticato nulla e nessuno.Anche la scuola dovrà leggere attentamente questo semplice libretto per trovarvi una miniera di notizie utili anche ai fini didattici.Chissà che le nostre brave maestre non ne tirino fuori una simpatica trama per una recitina di fine anno da presentare in tutte le nostre frazioni. Me lo auguro veramente!
Il
Sindaco
Articolo apparso su "La Nazione" in occasione della presentazione del libro Stampato in proprio
PREFAZIONE Ho iniziato a scrivere questi miei ricordi proprio per accontentare le richieste continue dei miei nipoti Roberto e Michele, che fin da bambini, la sera prima di addormentarsi, invece della novella, volevano che narrassi dei loro nonni e della mia infanzia. Poi anche perché Manuela, mia sorella, che aveva appena 10 anni quando ci siamo trasferiti a Grosseto, un giorno mi mise un bloc notes davanti con una matita vicino e mi disse: "Le parole si sbiadiscono e si dimenticano. Scrivi questi tuoi ricordi ai ragazzi". E così ho incominciato. La mia casa com’era e come la vedo ancora, ma, con la casa e gli oggetti, c’era anche la vita che vivevamo. E credevo di fermarmi qui, ma poi senza accorgemene, come fonte che sgorga vivacemente acqua fresca, sono affiorati chiari nella mia mente tanti volti, tanti episodi, tante immagini che neppure io sapevo di avere dentro. Pari, il mio paese che mi era e mi è caro, l’ho rivisto con la sua chiesa tanto frequentata dai fedeli e l’alto campanile con le sue campane che ci parlavano con i loro diversi rintocchi, ci avvisavano, ci segnavano le ore del giorno; con le sue salite dalle pietre un po’ sconnesse, con le case antiche e tanto caratteristiche, con il suo paesaggio vario di colline coperte da fitto bosco, i poggetti fioriti di ginestre, vicino alle acque limpide della Farma, della Merse e dell’Ombrone, e a quelle calde e solfuree delle Caldanelle e di Petriolo, vicino alle acque dei fossi che scorrono al fondo delle discese ripide, con le nevicate che ci bloccavano in casa, il vento freddo ed impetuoso nell’inverno, ma dolce e profumato dei tanti fiori selvatici in estate. E poi ho ritrovato la gente di Pari: tutti, ognuno con la propria storia di sofferenza, di lavoro, di dedizione e di spiritualità. La vita era semplice, modesta e a volte faticosa, ma in tutti c’era la forza di lottare e il sostegno di tutto il paese. Questo ricordare situazioni, persone anche care che ora non ci sono più, modi di vita che sembrano tanto lontani nel tempo (invece sono passati appena 50 anni), non mi ha dato malinconia o tristezza, anzi, una grande gioia, come il ritrovare vecchi amici. E la penna scorreva via e i fogli si sono accumulati … e soprattutto questo ricordo ed impegno sono stati un’ancora di salvezza che mi hanno aiutata a risollevarmi da quel vuoto profondo che il male e la sofferenza lasciano. Ho ritrovato speranza, forza, voglia di fare rivedendo tutte quelle persone, soprattutto i miei, con il loro impegno di vita che, in fondo, sono parte di me. Ringrazio tutti i parigiani che mi hanno aiutato a ricordare, mi scuso se nella ricostruzione ha dimenticato qualche persona. Bice
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