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Ciao Anthoine

I motorsports sono sempre stati pericolosi, ma spesso lo si ricorda solo quando accade una tragedia, come quella dello scorso sabato in Formula 2 dove ha perso la vita il pilota Anthoine Hubert a soli 22 anni, a 34 di distanza dall’incidente di Stefan Bellof che ebbe il suo stesso destino. L’incidente è avvenuto all’Eau Rouge, il punto più pericoloso e leggendario del circuito di Spa; nonostante negli ultimi decenni la sicurezza abbia fatto passi da gigante e siamo quindi abituati a vedere i piloti uscire sulle proprie gambe anche dopo incidenti a velocità assurde, la percentuale che una tragedia possa purtroppo accadere rimane sempre: simili tragedie sono capitate a piloti leggendari, come Villeneuve e Senna, ma accadono anche alle promesse come a Bianchi e Hubert. Su Instagram tutti i piloti hanno espresso il loro cordoglio per questa perdita e lo stesso Lewis Hamilton ha scritto un messaggio per ricordarci quanto pericolosa possa essere la Formula 1: “Se anche una sola persona di voi che guardate e apprezzate questo sport pensa anche solo per un secondo che ciò che facciamo non sia pericoloso sbaglia di grosso. Tutti questi piloti mettono la loro vita in gioco quando scendono in pista e le persone devono apprezzarlo in maniera seria perché non è apprezzato abbastanza. Né dai fan e neppure da alcune persone che lavorano in questo sport. Per quanto mi riguarda Anthoine è un eroe per aver corso il rischio di inseguire i propri sogni. Sono così triste che ciò sia accaduto. Portiamolo in alto e ricordiamolo. Riposa in pace fratello”. Domenica si correva per Anthoine e tutti i piloti lo hanno portato sulla propria vettura con uno o più adesivi, ma il regalo più bello è stato fatto senza dubbio da Charles Leclerc, che, visibilmente commosso, ha dedicato la sua prima vittoria nella classe regina all’amico. Un weekend denso di emozioni e difficile da raccontare, dove si sono intrecciate la tragica fine del giovane Hubert e la narrazione della prima vittoria di un predestinato come Leclerc, due amici, due ragazzi con il sogno di correre, ai quali il destino ha riservato due strade amaramente diverse. Ciao Anthoine.

 

-Claudia Crescenzi

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