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Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni

La parola sogno, di per sé associata alla parte della giornata in cui si dorme, è anche collegata ad una condizione essenzialmente felice; non è un caso che in molte situazioni della nostra vita in cui siamo particolarmente euforici ci ritroviamo a dire: “mi sembra un sogno!”. Uno dei padri della psicanalisi, Sigmund Freud, diceva: “l’interpretazione dei sogni è la via regia per la conoscenza dell’inconscio, il fondamento più sicuro della psicoanalisi e il campo in cui ogni praticante deve maturare il proprio convincimento e perseguire il proprio perfezionamento”. Questo perché i sogni affascinano ed è proprio “su una loro rappresentazione che tocca le idee di spirito, emozione, incanto”, riprendendo testualmente le sue parole, che Danilo Eccher ha incentrato la mostra Dream, allestita nella suggestiva location del Chiostro del Bramante di Roma, dal 29 settembre 2018 al 5 maggio 2019. È la degna conclusione di una trilogia di mostre assieme a Love ed Enjoy.

Quando ho visto per la prima volta il cartellone della mostra, con la mente sono tornata a mio nonno, che quando era giovane, per racimolare qualche soldo, si improvvisò cartomante leggendo il significato dei sogni ai più tristi. Non tutti nasciamo con le stesse fortune, sognare assume per ognuno di noi un significato diverso nella vita. Tra chi pensa “non smettere mai di sognare” e chi invece che “i sogni nel cassetto fanno la muffa”, c’è la combinazione di due parole che cambiano significato a seconda di come le si legge: ‘basta crederci’. Charles Bukowski.

Ad ognuno i propri, l’elemento fondamentale della mostra è proprio l’individualità. Ogni notte si sogna, anche se non sempre lo si ricorda, ma i sogni che si fanno possono scatenare diversi sentimenti e reazioni a seconda del tema e del coinvolgimento personale. Ecco, lo stesso accade nel visitare Dream, ogni opera è pensata per avere un impatto differente su ogni osservatore, proprio perché l’autore parte dall’assunto che ogni opera possa naturalmente scatenare in ognuno una reazione diversa, come quando si sogna, nella realtà.

La voce guida aiuta nella concentrazione e nell’immedesimazione. Ci sono 14 sale che giocano su elementi sensoriali e visivi, in tutte è presente una targhetta che spiega il significato associato al sognare una determinata cosa. Nell’ultima ci si può anche sdraiare per guardare dei numeri sul soffitto; mi è rimasta particolarmente impressa questa istallazione perché in matematica io ero una capra! La mia stanza preferita è però quella a tema “la vertigine e il sogno”, che è legata al sognare la paura per l’instabilità.

Alla fine della mostra ci sono più pareti totalmente ricoperte di post-it su cui ogni visitatore può imprimere il proprio sogno più grande. Nella speranza che andrete anche voi a scrivere il vostro e che saprete mantenere il segreto, vi dico il mio; in una sola parola, America.

 

 -Carmen Ciccone

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