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STAND-UP COMEDY: “LA RISATA È IL MEZZO, NON IL FINE”

Cos’è la stand-up comedy? “Una chitarra”. No non sono impazzito, ho solo riportato le parole del fondatore di Satiriasi  Filippo Giardina, ospite il 16 maggio al Dams di Roma Tre insieme a Pietro Sparacino e Velia Lalli. Capisco che detta così la cosa possa sorprendere, mi spiego; la stand-up comedy è un modello, un modo di fare spettacolo, stare in piedi su un palco solo con un microfono, scenografia neutra, nessun elemento di distrazione. Ma in sé la parola stand-up comedy non ha un contenuto specifico, preso il modello c’è poi un mondo da esplorare, come una chitarra, strumento che accetta centinaia d’interpretazioni. Nel caso specifico mi interessa parlare del progetto “Satiriasi stand-up” cui accennavo precedentemente.

Il complesso di comedians messo su da Filippo Giardina nel 2009 e attivo fino al 2014 aveva come motto “la risata è il mezzo, non il fine”; sono queste parole la sintesi del manifesto programmatico redatto in 15 punti, faro dell’operato del gruppo. Cito testualmente dal sito l’intento di questo documento “in esso, dopo essere stati evidenziati tutti i difetti tipici della comicità nostrana, come l’abbondanza di luoghi comuni, di giochi di parole elementari, e la banalità e ripetitività degli argomenti trattati, è chiesto al comico di scrivere con intenti artistici più onesti e personali, spingendolo ad avvalersi del proprio vissuto per trovare argomenti di cui parlare, a ricercare in sé stesso ciò di cui sente davvero l’esigenza esprimere, ciò di cui è “saturo” appunto, utilizzando il linguaggio che trova più adatto per dar voce in maniera originale  e personale alla sua prospettiva sul mondo e rivolgendosi a un pubblico che vede come amico.”

Nulla deve essere aggiunto alle parole riportate, sunto perfetto del testo esteso. Satira, necessariamente l’intento di far ridere, non è un comizio ma uno spettacolo comico, però non cabarettistico, la risata è consapevole perché l’autore del monologo deve essere protagonista della scena, deve essere pieno autore della sua opera, non deve rifarsi a luoghi comuni a meno che non siano giustificati dal pezzo, così come consapevole è il pubblico, necessariamente adulto, che viene ad assistere allo spettacolo per ritrovare un certo tipo di satira, un nuovo gusto per la risata. Consapevolezza di tutte le parti in causa, il comedian quale protagonista e lo spettatore come parte accessoria, troppo facile è ormai diventato giocare con le prime file e portare a casa la serata, il comedian fa il suo monologo anche qui consapevole di raccontare il mondo dalla sua prospettiva e consapevole che l’uditorio potrebbe non essere d’accordo ma del resto, come già detto, chi fa questo mestiere non cerca facili consensi e soprattutto è profondamente animato dall’ultimo punto del manifesto: “Se il pubblico è già d’accordo con quello che stai per dire forse non c’è bisogno che tu lo dica”.

Nel fare la mia analisi ho usato la parola “mestiere” non a caso; uno dei buoni motivi per cui questo collettivo si è formato è stato anche quello di ridare dignità alla figura del comico all’interno del mondo artistico, uscire dall’idea macchiettista, da qui l’importanza di esporsi in prima persona sul palco, nome e cognome, una forte rivendicazione intellettuale. Aggiungo ancora con una citazione, stavolta di Pietro Sparacino, altro membro del gruppo, in merito proprio al mestiere del comico: “Nei negozi di giocattoli ci sono i kit per tantissimi lavori, il poliziotto, il pompiere, l’allegro chirurgo, addirittura il piccolo mago, ma mai una volta ho visto il kit del piccolo comico”.

Nella speranza di aver reso un minimo di giustizia a questo mondo semisconosciuto, vi invito, se siete arrivati a questo punto, a giudicare voi stessi; su youtube è pieno di contenuti, le serate dal vivo poi sarebbero l’ideale per immergersi davvero nell’atmosfera dello spettacolo, il progetto Satiriasi non è più stabilmente attivo ma sia i comedians che ne hanno fatto parte che molti altri appartenenti ad altre realtà fanno spettacoli molto frequentemente, le occasioni non mancano. Buone risate dunque, perché la risata è importante, mai banale, ma come per ogni altra attività umana, le cose andrebbero fatte in un certo modo, quindi ridiamo, ma ridiamo bene.

 

 

– Gabriele Russo

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