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“Cause for every lost soul there’s a blender to love”

Cotto e Frullato è stata una delle webseries italiane che ho seguito con più piacere nel corso degli anni, vuoi perché non sembra amatoriale sotto molti punti di vista, vuoi perché non copia spudoratamente la serie britannica Misfits.
Il format è quello tipico dei programmi di cucina ma ogni ricetta è destinata a finire in un frullatore e ad essere bevuta anziché mangiata. Col passare degli episodi poi si era sviluppata una trama orizzonta molto interessante: infatti gli stessi spettatori su YouTube facevano parte della serie, i personaggi con i loro profili personali andavano a commentare gli episodi facendo sì che lo sviluppo della trama non si limitasse alla sola durata dell’episodio ma continuasse a livello social. Inoltre il fatto che alcuni attori come Maurizio Merluzzo o anche il regista Paolo Cellammare abbiano interpretato loro stessi fa cadere la quarta parete e dona un forte senso di realismo (molti spettatori caddero a tal punto nel meccanismo da credere Maurizio veramente morto) pur se mitigato dalla presenza di elementi fantastici.
Dopo la prima stagione, conclusasi nel 2013, ne è seguita una seconda nel 2015 che ha avuto uno sviluppo molto particolare: il quinto episodio termina con un cliffhanger che sfonda di nuovo la quarta parete, poiché la richiesta di un riscatto è in realtà una campagna di crowdfunding per realizzare un film conclusivo. Con Cotto e Frullato Z: The Crystal Gear si compie il balzo da YouTube al grande schermo. Il film è da poco uscito in DVD e questo ha permesso ai fan che si erano persi le proiezioni-evento nelle varie sale italiane, tra i quali, ahimé, io, di scopire la fine delle vicende di Maurizio. Ora che ho potuto vederlo posso finalmente parlarvene.

Innanzitutto c’è da dire che la mole di rimandi sia a vari registi – come la sequenza che grazie al montaggio frenetico ricorda Requiem For A Dream di Darren Aronofsky – sia agli episodi della serie, con l’aggiunta delle classiche gag di Maurizio e altri elementi grotteschi ricorrenti, porterà i fan ad apprezzare la pellicola con molta facilità. Io però voglio fare un’analisi leggermente più approfondita. C’è da fare un plauso alle interpretazioni di Maurizio Merluzzo e Gianandrea Muià (che forse qualcuno conoscerà per il suo canale di doppiaggio Orion – Web Dubbing), veramente impeccabili; gli altri ricadono ancora in una performance troppo “amatoriale” e si crea in tal senso un contrasto non molto piacevole all’interno della pellicola. In ogni caso la scrittura dei personaggi non mi è dispiaciuta, il problema sta, secondo me, solo nelle interpretazioni appunto. Anche la vicenda è molto scorrevole, si segue con piacere e ha quell’aggiunta di fantastico – il Crystal Gear – che non stona per niente ma anzi si adatta benissimo all’universo di Cotto e Frullato. Si fanno apprezzare le musiche, tra le quali spicca Bestie di Seitan  dei Nanowar Of Steel, ma anche gli altri brani non sono da meno.
Concludendo, rimane una pellicola godibile, Paolo Cellammare ha dimostrato di saper realizzare un discreto prodotto e sicuramente in futuro saprà offrirci anche di meglio, rimango speranzoso e continuerò a supportare i suoi lavori perché il cinema indipendente, se valido, va sempre supportato.

 

 

-Matteo Verban

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