, , ,

Hiroshige: visioni di un Giappone lontano

C’era un tempo in cui Giappone non significava solo manga e All-you-can-eat; un tempo, quello dell’impero Edo (1600-1868) — nome che indicava l’attuale città di Tokyo — in cui il Paese del Sol Levante, nonostante il suo regime di estremo isolamento e repressione, creò le basi per un’arte che avrebbe ridefinito non solo le regole dello stile di molti artisti giapponesi, ma anche influenzato pittori europei come Degas, Klimt e Van Gogh. Proprio quest’ultimo affermava: «Quello che invidio ai giapponesi è l’estrema limpidezza che ogni elemento ha nelle loro opere […]. Le loro opere sono semplici come un respiro, i giapponesi riescono a creare figure con pochi tratti, ma sicuri, con la stessa facilità con la quale noi ci abbottoniamo il gilé».

È proprio questo il segreto e forse la genialità degli artisti della Ukiyo-e, movimento artistico dell’impero di Edo che rese possibile l’estro di maestri come Utagawa Hiroshige (1797-1858), in mostra alle Scuderie del Quirinale fino al 29 Luglio 2018. L’Ukiyo-e, letteralmente “immagine del mondo fluttuante”, è un termine buddhista che indica l’illusorietà della realtà terrena a cui il saggio non deve attaccarsi; una dimensione unica, quella dei piaceri della vita, rappresentativa di quell’energico mondo giovanile che nel tardo Settecento incombeva nelle città sviluppate di Edo, Kyoto e Osaka. È proprio questa energia che si percepisce nelle innumerevoli silografie che Hiroshige ha realizzato nel corso della sua vita. È la forza dei loro tratti, netti e sicuri, che ritraggono il Giappone nella sua quotidiana misticità. Ne è un esempio la serie di silografie Le cinquantatré stazioni di Tōkaidō (1832) in cui il maestro scova paesaggi e personaggi di un Giappone nascosto, quello della route Tōkaidō, arteria principale dell’impero Edo che, partendo da Kyoto e giungendo alla capitale, toccava gran parte del Paese. Quelli di Hiroshige sono veri e propri scorci che, come in una fotografia, mostrano senza filtri la vita dei viaggiatori delle stazioni di sosta, ora intenti ad attraversare un ponte in piena bufera, ora costretti a sopravvivere al gelo delle nevi nipponiche.

Il tema dei paesaggi viene ripreso più volte dall’artista, fino a giungere alla sua celebre serie le Cento famose vedute di Edo che lo consacrerà maestro dell’ukiyo-e alla pari del già celebre Hokusai. Cento prospettive della città di Edo, ognuna diversa dall’altra per forma e contenuto, che contribuiscono a fornire un’immagine multiforme della complessa capitale giapponese. Sembra di essere scagliati insieme ai protagonisti contro la pioggia che attraversa il ponte Onashi in Scroscio improvviso sul ponte Onashi e Atake, che ispirò lo stesso Van Gogh in Bridge in the Rain (after Hiroshige) del 1887, o di intravedere fra i fiori del Horikiri Iris garden il rosso intenso del calar del sole.

Ancora più stupefacente risulta il modo in cui la natura — soprattutto piante e fiori — riescono a prender vita con Hiroshige: in Fiori e piante delle quattro stagioni fiori di ciliegio e crisantemi gialli, bianchi e rosa invadono un ruscello giapponese che sembra appartenere proprio a quel mondo “fluttuante” a lungo decantato dall’ukiyo-e. Qui la forza della natura viene evocata dal grande artista, come in Carp (koi) dedicata ai guizzanti pesci di fiume: le carpe. A proposito di questi pesci, in uno dei suoi poemi fedelmente riportati sulle pareti dell’ultima sala della mostra, Hiroshige scriverà:

Alla fine
Il suo destino è trasformarsi
In un drago delle nuvole
La forte carpa
che risale il torrente

In Hiroshige tecnica, contenuto e forma coesistono in un armonico spazio a sé. L’ukiyo-e è quella voce fuori dal coro che, con un’eleganza e armonia tipicamente giapponese, impone la necessità di una nuova arte, così di rottura da sconvolgere l’esperienza artistica di molti pittori, europei e non, gettando le basi iconografiche di quella che sarà una delle future industrie più produttive del Giappone: il manga.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

 

-Daniela Di Placido.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *