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Maurizio Sarri: un bancario che punta allo scudetto

In alcune città sembra scontato parlare di scudetto ma Napoli non fa parte di queste: il capoluogo partenopeo, infatti, si appresta a vivere una fine di campionato al cardiopalma grazie soprattutto a un allenatore che, forte delle sue posizioni, è riuscito a strappare complimenti a tutti. No, non viene da nessun club blasonato e neppure da una passata carriera calcistica come spesso accade, ma bensì da un semplice ufficio bancario toscano: è Maurizio Sarri, attuale allenatore del Napoli che mai come quest’anno potrebbe vincere il titolo di campione d’Italia, assente dal capoluogo campano dai tempi di Maradona.

Il tecnico, nato a Napoli ma vissuto praticamente in mezza Europa, si è fatto conoscere da tutti alla guida dell’Empoli nella stagione 2014-2015 quando, con una squadra fresca di promozione nella massima serie italiana, riuscì a conquistare la salvezza con quattro giornate d’anticipo esprimendo un gioco divertente e concreto: la sua carriera da allenatore, però, inizia circa sette gironi indietro, nella seconda categoria, dove si trova alla guida della squadra di Stia, piccola frazione del comune sparso di Pratovecchio Stia nell’aretino, per poi passare successivamente al Faella. Dopo aver allenato a quasi ogni livello, il salto definitivo nel calcio professionistico avviene nel 2003, quando venne chiamato a guidare la Sangiovannese; un rapporto che, in pieno stile Sarri, durò solamente due stagioni, concludendosi il 18 giugno del 2005 con le dimissioni e l’immediata chiamata dal Pescara in Serie B. Dopo l’esperienza nel club abruzzese girò varie squadre tra cui Arezzo, Avellino, Hellas Verona e Perugia, prima di firmare con l’Empoli nel giugno del 2012. Gli bastarono due stagioni per traghettare il club della provincia di Firenze in Serie A: si dimise il 4 giugno 2015, in concomitanza con il conferimento del premio Football Leader – Panchina Giusta assegnatogli dall’Associazione Italiana Allenatori Calcio. Passarono pochi giorni e arrivò la firma con la società partenopea guidata da Aurelio De Laurentiis; non fu una scelta economica o di interesse, ma dettata dalla fede azzurra del tecnico.

Tifosissimo del Napoli, Sarri non nasconde le sue origini e, come ogni napoletano che si rispetti, per lui la pizza ha un significato speciale — tanto che ai tempi dell’Empoli la imponeva ai suoi giocatori entro massimo dieci minuti dalla fine della gara, per assumere più carboidrati possibili. Questa è una delle tante curiosità che fanno parte del mondo quasi favolistico di Maurizio Sarri, un allenatore vecchio stile che sembra quasi combattere contro un calcio 2.0: per lui i social non esistono, come molte altre cose che possono distrarre i suoi giocatori; della tecnologia però non disprezza i nuovissimi droni che, da “maniaco degli schemi” come lui stesso si definisce, vengono spesso usati in campo durante gli allenamenti per perfezionare tutti i movimenti della squadra.

Il gioco del tecnico napoletano ha ricevuto elogi da molte personalità calcistiche, soprattutto dopo la sue prime comparse in Europa: uno fra tutti l’attuale allenatore del Manchester City Josep Guardiola che, alla vigilia della sfida di campionato contro il Liverpool, in una conferenza ha citato il Napoli come squadra che lo affascina e di cui è tifoso proprio attraverso l’impostazione di gioco che l’allenatore è riuscito a imprimere al club italiano. Sebbene le esperienze europee in tutte le stagioni passate non siano andate bene, i complimenti non si sono fatti attendere. Un gioco divertente che porta spesso al gol anche grazie al modulo usato quasi in tutte le partite, quel 4-3-3 che, con un attacco veloce e concreto, risulta spesso letale: nella stagione 2016-2017 i gol segnati da Insigne & company sfiorano infatti le 100 marcature (94 per la precisione) portando Mertens, giocatore quasi insostituibile, a un solo gol dal capocannoniere Dzeko, con 29 reti all’attivo. Una macchina da gol ben collaudata che sembra tenere il confronto contro la corazzata Juventus.

Il match point della Serie A 2017-2018 avrà luogo inevitabilmente il 22 aprile quando, all’Allianz Stadium di Torino, farà visita proprio il club napoletano. L’esito è difficilmente pronosticatile ma una cosa è certa: il “miglior gioco della stagione” è da attribuirsi a una sola persona che, dalla provincia e con la sigaretta alla mano, ha rivoluzionato il modo di vedere e fare calcio.

-Andrea Tartaglia.

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