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REISSUE: Tao Of The Dead, …And You Will Know Us By The Trail Of Dead

Nell’epoca di Spotify, del singolo che acquista più importanza dell’album, della fruizione disinteressata e di sottofondo della musica, cosa è rimasto della suite rock? Nei primi anni ‘70 il rock progressivo era dominato dal trend del brano che occupava l’intera facciata del vinile, se non che si estendesse anche fino al lato B. “Close To The Edge” degli  Yes, “Third” dei Soft Machine, “Thick As A Brick” dei Jethro Tull sono solo alcuni degli esempi possibili, talmente celebri da non necessitare una descrizione. E risulterebbe anche snob parlarne adesso, quasi 50 anni dopo, in un panorama musicale sicuramente mutato, in meglio o in peggio che lo si possa ritenere. Si possono tuttavia riallacciare i rapporti col passato senza che ciò appaia come fuori posto, incomprensibile alle logiche moderne, lontano e irraggiungibile?

Gli …And You Will Know Us By The Trail Of Dead ci sono riusciti, con qualcosa che va al di là del semplice, spesso stantio, tributo. Dopo il successo underground dal piglio hardcore di “Source Tags And Codes” (valutato con un sorprendente 10 sulla famosa webzine Pitchfork) nel 2002, i texani avevano iniziato un percorso di  sperimentazione  e di messa in discussione del loro suono, che in Tao Of The Dead raggiunge finalmente piena completezza. Dai primi dischi, legati strettamente a un hardcore mai tuttavia troppo grezzo, il loro suono si è infatti evoluto nei dischi successivi in uno  sfaccettato totem che unisce indie, alternative e sperimentazioni con richiami depotenziati del loro passato, in cerca di un’identità che, con questo settimo lavoro datato 2010, sembrano aver raggiunto. La divisione delle tracce è già peculiare: due parti dalla diversa accordatura, la prima (in Re) può essere vista sia come una suite da 36 minuti, sia come 11 tracce godibili separatamente, dando quasi la sensazione di una manciata di singoli uniti solo dal miracolo del mixaggio. Le sonorità sono sorprendentemente eterogenee pur restando sempre moderne e di matrice alternative, quasi un art rock piegato all’hardcore che tuttavia non difetta in melodia: si passa agilmente dalla sfuriata “chitarrosa” di “Summer Of All Dead Souls” alla percussiva quiete di “Fall Of The Empire”; dallo spoken word di “Cover The Days Like A Tidal Wave” alla jam psichedelica di “The Fairlight Pendant”, senza dimenticarci del pezzo forse più rappresentativo del lotto, “Weight Of The Sun (Or, The Post-Modern Prometheus)”, che si divide tra la sua impostazione squisitamente melodica e l’esplosione chiassosa del ritornello, egregiamente dosate in appena due minuti e mezzo di durata. La seconda parte del disco (in Fa) contiene invece la vera e propria suite: “Strange News From Another Planet”, un pregevole esperimento di 17 minuti che se nella struttura ricorda sicuramente una suite prog con tutti i crismi, dal lato musicale è praticamente una colossale traccia alternative che prende la sua forza da un incredibile spirito camaleontico: partendo dal potente e suggestivo inizio, ogni cambio di ritmo è introdotto magistralmente e in modo perfettamente coerente per creare un caleidoscopio emotivo che ha dell’incredibile se pensiamo che è generato col solo uso della classica strumentazione rock.

In sintesi potremmo dire che, se da una parte “Tao Of The Dead” non è assolutamente accostabile al prog per sonorità, lo è sicuramente negli intenti: al di là degli evidenti richiami strutturali già sottolineati, il grande spirito mimetico che i 4 imprimono in ogni traccia evidenzia la cura per ogni passaggio, di cui la fruibilità per intero è solo un pregio a posteriori.

 

Tracklist:
TAO OF THE DEAD PART I

1. Introduction: “Let’s Experiment” – 2:23
2. Pure Radio Cosplay – 5:26
3.Summer of All Dead Souls – 4:17
4. Cover the Days Like a Tidal Wave – 2:51
5. Fall of the Empire – 2:27
6. The Wasteland – 2:33
7. Spiral Jetty – 1:48
8. Weight of the Sun (Or, the Post-Modern Prometheus) – 2:19
9. Pure Radio Cosplay (Reprise) – 3:18
10. Ebb Away” – 2:41
11. The Fairlight Pendant” – 5:43

TAO OF THE DEAD PART II

12. Strange News From Another Planet – 16:32

 

-Vincenzo “Notta” Riccardi.

 

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