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La festa delle donne

Due amici, Marco e Mario, hanno appena assistito a una mostra sui disegni di Leonardo da Vinci: Marco, appassionato di arte rinascimentale, l’ha apprezzata molto, ma non ha proprio capito perché nella prima sala è stata appesa una strana copia della Gioconda, scarabocchiata da un certo Duchamp e con il misterioso titolo L.H.O.O.Q. – opera che Mario invece ha molto apprezzato.

Essendo sabato sera, usciti dal museo i due decidono di andare in uno dei tanti pub del circondario – il quartiere, fino a pochi anni prima malfamato e pieno di prostitute, era stato bonificato e trasformato in un centro della movida cittadina, pieno di luoghi di ritrovo di ogni genere.

Mentre si dirigono verso una buona birra, Marco inizia a raccontare all’amico cosa avrebbe fatto con la sua ragazza il giorno dopo, per la Festa della Donna…

 

 

Marco: Prima di tutto le farò consegnare delle rose bianche – quelle rosse ormai sono trite e ritrite – e un biglietto con su scritto «Per ‘colei che solo a me par donna»; Petrarca eh, mica Francesco Sole! Poi la sera la porterò nel nostro ristorante preferito, un localino carino e pure abbordabile; poi anche al cinema a vedere un film-evento sul femminismo – dodici euro a biglietto! però spesi bene dopotutto – e alla fine finalmente a casa a… goderci la nottata d’amore! Che ne pensi? non ti sembra un bel piano?

Mario: …

Marco: Tu che farai con la tua?

Mario: Sesso anale.

Marco: Cosa?! Vuoi buttarglielo al culo?! Il giorno della Festa della Donna?!

Mario: Nonnò, voglio che lei lo butti al culo a me.

Marco: COSA?! Ma sei impazzito?! Come ti è venuto in mente?!

Mario: Io sono stato dentro di lei tante volte, per il suo giorno vorrei che lei provi la sensazione di stare dentro di me.

Marco: Ma questo non è naturale! Lei non ha il cazzo!

Mario: La Natura non vuol dire niente, e comunque le comprerò uno strap-on dildo: costa un po’, ma sono soldi spesi bene però.

Marco: Non ha un cazzo di senso! Lei non potrà sentire niente perché il dildo non è parte del suo corpo!

Mario: Sì invece che sentirà, ci sono persone che sentono le proprie protesi come parte di sé, e ci sono anche protesi robotiche che garantiscono una sensibilità naturale – e comunque noi ci amiamo, già sentiamo qualcosa di grande l’uno per l’altra.

Marco: Ma non è naturale!

Mario: No, ma il progresso sociale permette appunto di colmare le lacune della Natura.

Marco: Ma che stronzata è mai questa! Senti, capisco che tu sei un bisessuale, donne e uomini sono uguali per te, ma al culo lo puoi prendere solo da altri uomini, non da donne!

Mario: E questo è vero, ma quando stavo col mio ragazzo il rapporto era reciproco, lo mettevamo e lo prendevamo entrambi l’uno all’altro, e questo ci permetteva di stare alla pari; voglio che sia così anche con la mia ragazza.

Marco: Ma con le donne non si può fare! non può esserci reciprocità!

Mario: Questo lo dici tu perché sei soltanto etero e credi che in tutte le coppie ci sia la dinamica attivo-passivo, ma se andassi oltre i tuoi confini ti accorgeresti che non deve per forza essere così perché in realtà non è così.

Marco: E questa è un’altra stronzata! Se la mia natura è di essere eterosessuale che ci posso fare io? Me la tengo! non c’è nessun confine da oltrepassare! E comunque qui non stiamo parlando di sesso ma di rapporto tra i generi.

Mario: Appunto, il rapporto tra i generi è proprio di natura sessuale, quello con la madre, quello con la sorella e, dall’adolescenza in poi, quello con il femminile in generale: e soltanto passando attraverso il sesso si potrà raggiungere l’equilibrio.

Marco: E tu questo “equilibrio” lo vorresti raggiungere proprio il giorno della Festa delle Donne!

Mario: Certo, perché la Festa delle Donne rappresenta la volontà e l’aspirazione del genere femminile di raggiungere una condizione di uguaglianza al genere maschile.

Marco: Quindi vorresti dirmi che anche gli uomini dovrebbero essere uguali alle donne? Perciò dovrebbero, ad esempio, pure partorire?

Mario: Chissà, magari un giorno il progresso lo permetterà.

Marco: Tu sei pazzo! – Lasciamo perdere tutta questa questione, sennò non la finiamo più… Dimmi soltanto una cosa, che ne pensi della citazione di Petrarca sul biglietto con i fiori?

Mario: Penso che sia azzeccatissima, considerando la poesia da cui l’hai tratta, ma la mia preferita è questa:

«Ciò che piace al mondo è breve sogno».

-Lorenzo Sgro.

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