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Il Rap e i giovani: che rapporto hanno i giovani con la musica?

La musica, in ogni suo genere, fa costantemente parte della vita delle persone sia in maniera attiva, selezionando ciò che si ascolta, che in maniera passiva, semplicemente accendendo la radio su una qualsiasi frequenza. Da sempre la musica è veicolo di messaggi ed emozioni che colpiscono chi ascolta. Secondo recenti studi di musica e psicologia, essa cambia in base all’età che si ha: da questi studi, riportati in un articolo del Corriere Della Sera del 20 gennaio 2014, si evince che l’amore per la musica nasce nella fase adolescenziale, infatti è proprio in questo periodo che l’individuo ricerca la propria identità. Gli adolescenti, in quanto tali, sviluppano sia un desiderio di ribellione che li porta a ricercare l’indipendenza dalla famiglia, sia una maggiore spensieratezza e vitalità: la musica può diventare per loro, dunque, un momento di sfogo o rilasso, un momento in cui sentirsi parte di qualcosa. Nella generazione dei nativi digitali diventa anche importante il rapporto “social”: il rapporto diretto e continuo che le nuove comunicazioni hanno permesso che si instauri fra gli artisti e i loro ascoltatori può innalzare i primi a vero e proprio modello e punto di riferimento. I giovani hanno quindi un rapporto molto diretto con la musica. Come è possibile osservare e affermare dalla statistica riportata sotto.



L’istogramma qui presentato è frutto di una ricerca effettuata dall’“Osservatorio sulle tendenze e comportamenti degli adolescenti” secondo cui, su 7000 adolescenti in età compresa tra i 13 e i 19 anni, il 98,5% ascolta musica regolarmente. Durante la storia della musica, sono nati molti generi musicali e in ognuno di questi, un determinato individuo, può ritrovare quelli che sono i propri gusti… può ritrovare “se stesso’’ ed è stato evidenziato che il genere preferito degli adolescenti è il rap. Perché i giovani ascoltano Rap?
Il rap soddisfa tutte le richieste dei giovani e li rappresenta al meglio: gli artisti del genere molto spesso raccontano di sé, della loro vita, dei loro problemi, di amore e talvolta di disprezzo verso qualcosa o qualcuno. È una visione molto soggettiva e spesso molto critica della realtà che usa un linguaggio molto semplice, diretto e senza censure, ed è proprio per questo che il genere ha avuto successo: rappresenta una sorta di “specchio” che riflette la società nei suoi lati positivi e negativi.  In più il genere crea un contatto diretto con le nuove generazioni e ha un’elevata capacità di adattarsi e rinnovarsi grazie alla continua scoperta di talenti nuovi e vicini al mondo giovanile di cui riportano esperienze, stati d’animo e sentimenti: un esempio è il cantante Izi che, a soli venti anni nel 2016, è stato protagonista del film sul rap “Zeta”. Ciò fa sì che un adolescente si immedesimi e si senta rappresentato da ciò che ascolta. A oggi nella ‘Top 100 singoli Digitali’, ossia canzoni con il maggior numero di download e con il maggior numero di ascolti in streaming, secondo la FIMI (Federazione Industria Musica Italiana), troviamo vari artisti che possono definirsi Rapper: dal più noto, Fabri Fibra, a  Tedua e Capoplaza. In questa classifica, troviamo, in prima posizione, proprio un artista che può essere definito rapper: Coez, con il suo singolo “La musica non c’è”. Ormai non si tratta più di casi isolati: l’elenco è molto ampio e rappresenta una generazione capace di sfruttare a pieno video e social. Ghali, per esempio, è uscito da più di un mese con il primo disco, “Album”: suo singolo “Pizza Kebab” ha avuto 384 mila ascolti su Spotify in sole ventiquattr’ore, battendo il record precedente, sempre suo, di “Ninna Nanna”, che nel frattempo ha quasi raggiunto 50 milioni di visualizzazioni su YouTube. Quindi il rap è il genere più ascoltato dai giovani perché li rappresenta al meglio ed esalta quella vitalità che li caratterizza e che muove il mondo.

 

-Luca Franceschetti.

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