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Tecnologia distorta, uno sguardo poco piacevole al futuro

Come si può descrivere il cinema in una sola parola? Intrattenimento, compagnia, riflessione, emozione, insomma un qualcosa che ti porta ad un determinato ragionamento e che ti mostra la visione di determinati argomenti con un’ottica diversa dalla tua. Il cinema ci ha portato molte volte nel futuro e mostrato che la tecnologia non ha limiti e di come possa cambiare la vita umana in positivo; ci sono però altre prospettive con cui vedere il futuro dell’uomo e alcune di queste non sono proprio piacevoli. Vari sottogeneri cinematografici, come il cyberpunk, affrontano l’avanzata della tecnologia e della scienza che si inoltrano con prepotenza nella nostra vita insieme a cambiamenti radicali nella società portando dunque anche a ribellioni e guerre. Gli esempi da prendere in considerazione sarebbero molti ma mettiamo in evidenza quelli più significativi che hanno un impatto visivo maggiore sullo spettatore. In questo breve articolo vorrei mettere in evidenza come la visione pessimistica verso le nuove tecnologie abbia influenzato alcune pellicole negli ultimi cinquant’anni.

Qui le 3 pellicole prese in esempio:

  • 2001: Odissea nello spazio (1968, Stanley Kubrick) considerato l’archetipo della fantascienza e come uno dei migliori film mai realizzati. Un film che vede evolversi il rapporto uomo\macchina, che spiega come tutto ebbe inizio e come tutto potrebbe evolversi attraverso un lunghissimo viaggio diviso in episodi, dove ognuno di questi si relaziona con gli altri tramite l’evoluzione della tecnologia. Una pellicola che è una risposta alle mille domande dell’uomo sulla vita ma che pone in evidenza parecchie riflessioni. Prima c’era il paradiso ma dopo il peccato originale (mela = tecnologia) siamo circondati sempre più da insensibilità che ci porterà all’inferno.
  • Brazil (1985, Terry Gilliam) una favola cupa che vuole scoccare la sua unica freccia contro una società che di umano ha ben poco e dove domina la tecnologia. Una specie di versione aggiornata di “1984” ovvero uno dei più celebri romanzi di George Orwell dove i diritti umani e la libertà sono ridotte ai minimi termini. Una pellicola che non rinuncia all’ironia (poiché il regista è parte del gruppo comico britannico Monty Python) seppur in modo freddo data l’atmosfera del film.
  • Matrix (1999, Larry e Andy Wachowski) uno dei film più significativi degli ultimi decenni e di grande impatto culturale, rappresenta una critica aspra e cinica contro un mondo assente in cui le persone ignorano o non sono del tutto consapevoli di tutto ciò che accade intorno a loro. Il mondo che conoscevamo è morto e di lui è rimasta solo un’illusione, quella in cui viviamo adesso secondo gli autori. Un film in cui il protagonista per essere ritenuto davvero umano deve essere sottoposto ad una terapia riabilitativa poiché in questa versione del futuro, in cui l’umanità sta combattendo contro le macchine ormai dotate di intelligenza artificiale, gli umani non nascono ma vengono coltivati per poi diventare fonte di energia per le stesse macchine. La pensione dell’uomo e la vita per le macchine.

Menzione speciale:          

  • Tetsuo (1989, Shinya Tsukamoto) non un film sulla tecnologia in senso stretto ma una versione cronenberghiana di essa. Una visione disturbante sulla mutazione\trasformazione da un uomo in mostro\cyborg con risvolti “horror”. Un incubo claustrofobico dove la mutazione del protagonista rispecchia quella che si crea nell’uomo moderno e che può portarci direttamente in un futuro dove la distinzione tra uomo e macchina sarà quasi assente.

Con questo capolavoro in bianco e nero si conclude questo viaggio attraverso gli occhi di diversi autori, un viaggio verso l’inferno di un mondo distopico che attende l’umanità e chissà che una di queste paranoie cinematografiche non diventi realtà.

-Ciro Guerriero.

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