Discman 2.0 – #6 L’articolo delle cose semplici

Nella tracklist nr. 6 del mio CD personale che continua a girare settimana dopo settimana, avrei potuto benissimo parlare del nuovo disco di Cosmo (che tanto per la cronaca è una bomba) ma sarebbe stato troppo scontato; avrei potuto parlare del nuovo pezzo super mina di Calcutta e invece no. Dato che oggi è il mio compleanno, ho deciso di farmi un regalo. Anzi, voglio fare a voi il più bel regalo di compleanno di sempre: voglio regalarvi Un mondo raro. “Ah, un mondo raro… ma vedi tu!” Direte voi. Vi fermo subito: non si tratta di un’utopia, né di una frase detta tra fidanzati, no. Un mondo raro è un disco, è un romanzo, è la più bella dichiarazione di amore che si possa fare a qualcuno: è l’encomio che Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata tutt’ora cantano in onore di Chavela Vargas.
Conoscendo già la versione spagnola di Concha Buika e Chucho Valdes, all’inizio ero abbastanza scettica e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: «Madonna, vai a vedere che hanno fatto una versione alla “Ad ogni costo” di Vasco Rossi». Nemmeno due secondi dopo, però, ho capito che sarebbe stato uno dei miei cantanti preferiti a realizzare l’album e ho pensato che la vita potrebbe essere bella, ancora per poco.
Poi, il fatto che dal momento in cui ho messo le cuffie e ho spinto play, non ho più ben capito dov’è che mi trovavo, se a Roma, in Sicilia o in Messico, ne è stata la conferma. Non mi credete? Allora fate così: passate a prendere (sempre se ne avete voglia, eh) quella persona che di solito, di un discorso, riesce a capire le virgole e le pause e non i messaggi schietti e precisi… per capirci, quella persona con una testa leggera che vive di cose semplici, come cantare per la strada perché il sole le mette allegria (ogni riferimento è puramente casuale); cercate l’album, chiudete gli occhi e fatelo partire… O forse, prima premete play e poi chiudete gli occhi, meglio. Ah, visto che ci siete procuratevi anche una bottiglia di tequila, perché con la tequila è sempre tutto più bello.
Ora, immaginate di trovarvi in Messico… o in una città in Sicilia… o per i vicoli di Roma in preda al caos più totale: insomma, mentre state camminando ignari di tutto in questo luogo ibrido della vostra testa, vi accorgete che nell’aria risuonano una chitarra classica e parole come:

“Però ormai ti amo
e non c’è rimedio
e se resti con me è per amore
non capisco la storia delle classi sociali
se anche tu mi vuoi bene
come io a te.”

Bene: se avete seguito le mie istruzioni per l’ascolto, adesso sarete quasi sicuramente ubriachi ma anche innamorati e, soprattutto, starete pensando che il Messico non è solo Frida Kahlo, un sombrero o la meta dopo un salto della quaglia riuscito male. Per questo motivo, starete immaginando di aver messo in moto e di dirigervi verso l’agenzia viaggi di fiducia per prenotare il biglietto aereo che vi cambierà la vita. Ora, per carità, se avete 615 euro in tasca da spendere, io son contenta per voi… ma non è necessario, o almeno non in questo momento. Non è necessario attraversare un oceano intero per scoprire che le cose semplici sono qui a Roma, sono lì in Puglia… sono dove le cercate.
Di Martino, Cammarata e le chitarre dei Macorinos registrate nel “nuovo mondo” sono stati necessari per riscoprire una grande artista, per scoprire che un mundo raro è anche la Sicilia dei pupi, dei feticci e delle leggende, è una donna che piange, è adorare essere amico dei ladri: un mundo raro è tutto quello che avete sempre avuto davanti ma che non avete mai considerato degno di attenzioni.
Ora, è molto strano da spiegare perché in realtà non ha molto senso quello che sto per dirvi, perché si tratta di una traduzione e io, di solito, le traduzioni non le considero molto (deformazione professionale) ma ho amato questo album per un motivo in particolare: i testi. Sembrano pensati in italiano, sembrano descrivere esattamente il sud Italia e i suoi racconti, piuttosto che il Messico. Vi parlo del sud Italia perché è da lì che vengo, ma le storie, la necessità di fuga e di pensare a qualcuno per poter piangere un po’ è la stessa al centro, al nord o dove cazzarola vi pare.
E penso che questa cosa qua, abbia un qualcosa di veramente magico.

Adesso, aprite pure gli occhi, e questa volta, fatelo sul serio.

 

 

-Caterina Calicchio.

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