LIBRI NASCOSTI: Nietzsche contro Nietzsche, il nichilismo europeo

Perché un’opera minore di un autore viene detta “minore”? Perché, ovviamente, ci sono le opere “maggiori”, che sono considerate quelle più importanti. Ma cosa significa “maggiore” e “minore”? Di certo non “più” o “meno importante rispetto alle altre”. Infatti tutte le opere di un autore sono ugualmente importanti, poiché tutte concorrono, come tessere di un mosaico, alla composizione della sua immagine, valida per la comprensione solo e soltanto nella sua interezza.
Ciò è particolarmente importante per un autore come Nietzsche, che non sarebbe per niente comprensibile nella sua complessità se non si prendessero in considerazione tutte le sue opere. Infatti cosa sarebbe lo Zarathustra senza gli Scritti Giovanili? E la Gaia Scienza senza i Frammenti Postumi?
Inoltre la conoscenza delle opere minori offre la possibilità di conoscere lati poco noti di un autore e di attraversare i pregiudizi che si hanno su certe personalità della cultura e della storia (i quali spesso derivano dall’istruzione di seconda mano delle scuole primaria e secondaria). Parlando sempre di Nietzsche, oltre all’annunciatore della Gaia Scienza e al profeta dello Zarathustra esiste un altro Nietzsche ed è quello del Nichilismo Europeo, detto anche Taccuino di Lenzerheide.
In breve la storia di questo libello. Negli anni sessanta, nel loro titanico tentativo di rivalutazione del pensiero del filosofo di Roecken, Colli e Montinari analizzarono qualunque cosa uscì dalla sua penna. Durante l’analisi di scritti di minima importanza, abbozzi di lettere e conti, i due studiosi trovarono paragrafi di un qualcosa che, secondo loro, poteva rivelarsi grande. Misero insieme quei frammenti e il risultato fu una piccola opera intitolata il Nichilismo Europeo, detta “taccuino” per via delle dimensioni, che, secondo l’intestazione, fu scritta nella località svizzera di Lenzerheide nell’estate del 1887. Il titolo è dello stesso Nietzsche, anche se si potrebbe pensare che fu ideato dal filosofo e dal germanista italiani in onore dell’opera quasi omonima di Heidegger. Non è assolutamente così. In realtà si tratta soltanto di una straordinaria coincidenza.
Cosa c’è in questo libello? Il contenuto di questo “testo fondamentale”, come lo definì Montinari stesso, è la sintesi perfetta del pensiero maturo di Nietzsche. Sembrerebbe quasi che il filosofo avesse voluto ideare una sorta di guida al suo pensiero per coloro, i tanti, che non lo comprendevano. I frammenti riuniti descrivono una sorta di percorso esistenziale dell’individuo europeo ai tempi del pensatore, che inizia con la scoperta della Morte di Dio e si conclude con l’ipotesi dell’Oltreuomo, in un tentativo di superare il nichilismo, grave problema dell’Europa di quei e di questi tempi.
E qual è il Nietzsche che emerge dalle pagine di questi libello? È già stato detto prima che non è un annunciatore di nuove verità o un profeta di ascendenza religiosa. È in realtà un uomo tormentato da qualcosa che neanche lui stesso riesce a definire e che sta combattendo contro il suo peggior nemico, se stesso. Per capire meglio gli intenti di Nietzsche, bisogna considerare il periodo in cui il filosofo ha scritto il Nichilismo Europeo. Era ormai l’’87, il Crollo di Torino era vicino (forse lui già lo presentiva) e questa era l’ultima occasione che il pensatore aveva di farsi capire e di capirsi prima che l’abisso gli gettasse dentro uno sguardo definitivo.

-Lorenzo Sgro.

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