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DISCMAN 2.0 – #1 Sul treno di Frah Quintale

(tutti i CD che volete , a portata di orecchie.)

 

Hai mai visto mai un ragazzo di nome Francesco che scrive, disegna, cammina per Brescia, viaggia nei treni la notte? Beh, dovresti… anzi dovreste. E subito.
Ecco a voi Frah Quintale, cantante hip hop / rap che sbarca in tutta Italia dalla scena lombarda con furore… o col furgone,ancora non s’è capito, con il suo album d’esordio “Regardez-moi”, fuori il 24 novembre.
La maggior parte degli ascoltatori, tuttavia, la sua maschera di cartapesta a forma di pallone  l’aveva già vista da tempo . Infatti , progetto “Fratelli Quintale” a parte, il Frah aveva già fatto parlare di sé pubblicando i suoi singoli in una playlist di Spotify, Lungolinea. Ed è proprio così che gli ascoltatori di musica incalliti (io) l’hanno scoperto: a me per esempio, mesi fa è partita Colpa del vino in casuale su Spotify e da quel momento non ho potuto più fare a meno di ascoltare i suoi pezzi.
Sì, perché Frah Quintale con le sue parole semplici che raccontano di un amore complicato e mai corrisposto, che parlano di una Brescia con il suo graffito di Filippo Minelli su un hotel lussuoso mai utilizzato nei pressi della stazione, ti inebria. E questa volta non per colpa del vino.
Tra borghesi incazzati e rumeni ubriachi, un autobus perso, un amico che ti aspetta alla fermata e una ragazza che proprio non ti si fila perché sei solo un accattone, l’album è l’esatta immagine di quello che un ragazzo di 25 anni vive ogni giorno della sua vita, da qui alla fine dell’adolescenza (perché così si può chiamare, visti i tempi). Un ragazzo che vorrebbe fare tante cose ma che alla fine rimane sempre lo stesso, bloccato da forze maggiori nella sua città a fumare e bere con gli amici, con in testa sempre la stessa persona.
È un’immagine, anche perché le copertine sono tutte diverse, disegnate a mano da lui, che è entrato nel “ghetto” ma bresciano in questo caso della cultura hip hop nel 2002, proprio dipingendo.
Con la schiettezza che solo lui sa usare e una parte strumentale che dal ritmo tranquillo di Fare su, passa per il ritmo veloce e costante di Sì, ah (lascio scoprire a voi il perché ) per poi esplodere in pezzi come Gravità, Frah Quintale si è piazzato al centro di in un panorama, quello del rap italiano, così vasto da poter rimanere facilmente nell’ombra.
In poco tempo ha conquistato 8 miliardi di persone, facendo scuola a più della metà degli “pseudo rapper” di oggi.

“E sarò un disperato e non ci hai mai sperato, ma sono ancora qui
Se vado a fondo, grazie, imparo a usar le branchie”

Sarà per questo?

Regardez-le.

 

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-Caterina Calicchio.

 

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