Cambiamento – Veränderung

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Viaggiare non è semplice, se vuoi davvero viaggiare hai bisogno di abbandonare la sicurezza senza sapere a cosa vai incontro, viaggiare significa cambiare per più o meno tempo tutta la tua routine. Gli orari si spezzano, i piedi imploreranno pietà e tu, da buon viaggiatore, non ti fermerai perché sentirai il bisogno di fare tua la città di turno, sentirai il sangue pulsare forte nelle vene chiedendo qualcosa di più.

Questa è stata la volta di Vienna, magica città austriaca che con i suoi colori e profumi ti accoglie. All’inizio ti può capitare di scrutarla per cercare qualcosa di familiare e, se sei un viaggiatore fortunato, troverai ciò che cerchi.
La prima cosa che ti lascia quasi senza fiato è la vista della città appena usciti dalle metro, anche se per noi romani già la metro in sé – per di più puntuale – è un punto di attrazione turistica!

Mi sono trovata di fronte una città senza eguali e non voglio sentirmi dire “eh, ma Roma!!” perché Vienna ha qualcosa di magico, qualcosa che ti invita a sé, qualcosa che ti fa esclamare Willkommen zu Hause nonostante non sia la tua casa. Sarà perché non regna caos ovunque? Sarà perché è pulita?

Non lo so. Ci sono probabilmente tanti fattori a renderla speciale… la grandezza di Stephansplatz, la bellezza di Schönbrunn con le sue quaranta sale, immaginarsi la principessa Sissy che passeggiava lì dove ora ci camminiamo noi, le luci del Prater, il continuo alternarsi di bitte, danke, danke, bitte.
Chi lo sa. Eppure Vienna non è piaciuta solo per questo, ma per i legami che si sono venuti a creare tra due gruppi che fino a una settimana fa erano separati come se ci fosse un Berliner Mauer eppure, sarà la convivenza, sarà l’allegria, saranno le infinite ore passate insieme ci è stato permesso di ampliare le emozioni di questa città.

Il conforto si trovava in quello stesso sguardo che prima non ti diceva niente o in quel sorriso che non c’era. Vienna ha regalato qualcosa a ognuno di noi: più dimestichezza con la lingua, uno spirito un po’ più indipendente e grazie ai suoi viali, musei, castelli, chiese, metro e torte ha dato vita a quel quid in più che nessuno di noi s’aspettava ma nessuno di noi ha rifiutato. Se si vuole viaggiare bisogna accettare il cambiamento che ti aspetta dietro l’angolo, perché viaggiare è cambiamento, è crescita. Chi viaggia con consapevolezza non tornerà mai come è partito.

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