Intervista a Flavia Marzano, assessore all’innovazione di Roma Semplice

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In occasione dell’evento Linux Day, svoltosi nel dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tre Sabato 22 Ottobre, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare l’assessore all’innovazione di Roma Semplice della giunta capitolina, Flavia Marzano.
La dottoressa è ambasciatrice dell’open source sul territorio italiano, e fa parte dell’Agenda Digitale Italiana (AGID), che promuove la digitalizzazione del Paese.

L’AGID si sta occupando dal 2014 di introdurre la banda ultralarga con l’obiettivo di arrivare il 100% dei cittadini serviti da una connettività di almeno 30 mbps, e che almeno il 50% della popolazione sia servita dai 100 mbps. L’investimento infrastrutture è cruciale per la transizione dell’economia verso una crescita più sostenuta, e verte su un approccio architetturale basato su logiche aperte e flessibili con l’adozione di modelli distribuiti (cloud), la condivisione dei dati pubblici e lo sviluppo delle competenze digitali di imprese e cittadini. Si nota che l’apporto tecnico al comune sarà basato sul modello dell’AGID, improntato al rinnovamento dei sistemi, della condivisione di dati aperti per scopi di sviluppo in ambiti misti pubblico/privato, dove il cittadino può intervenire direttamente sul software, in pieno stile Open Source.

Invitata al Linux Day Roma 2016 dagli organizzatori, ci è stato possibile discutere insieme dello stato d’arte della tecnologia sia in Italia che a Roma. Sono emersi problemi di ogni tipo, dall’assenza di digitalizzazione degli atti da parte delle amministrazioni locali, all’analfabetismo tecnologico.

La dottoressa si è promulgata a debellare questi malesseri digitali, con la prima delibera, risalente ad agosto, concernente i “Punti Roma Facile”, ovvero punti del territorio atti al supporto e all’assistenza tecnologica per far fronte al digital divide. Il dato terribile, ci racconta l’assessore, è che un terzo degli italiani non ha mezzi o conoscenze utili per l’accesso ad internet, ormai strumento utile per la vita di tutti i giorni, utilizzando anche un progetto di mappatura delle zone non coperte da Wi-Fi, per potenziare il servizio ai cittadini. L’altra faccia della medaglia è che la mancanza di consapevolezza di alcuni genitori è estremamente pericolosa, e un’adeguata formazione permetterebbe a madri e padri di poter educare adeguatamente figlie e figli all’utilizzo del web, evitando l’adescamento sui social.

Verso la metà di ottobre, invece, c’è stata la delibera di indirizzo, secondo il quale la pubblica amministrazione dovrà sostituire applicativi di software proprietario (Microsoft Windows, pacchetto office e tecnologie Oracle) con software libero. Si stima che la pubblica amministrazione spenda 675 milioni di euro l’anno per contratti, licenze ed assistenza, mentre il passaggio a software open azzererebbe la spesa per quanto riguarda le licenze, utilizzando sistemi Linux in luogo di Windows, piuttosto che la suite LibreOffice in luogo del paritetico proprietario Office della Microsoft e così via. L’assistenza sarebbe anch’essa ammortata in quanto lo spirito di comunità dei collettivi open source/free software (come UbuntuForum, Wikimedia e tanti altri) permetterebbe un’assistenza online immediata, oltre al supporto delle aziende che fanno uso delle licenze open GPL. Questa conversione permetterebbe, inoltre di evitare lock in e backdoor, slegandosi dalle società fornitrici di software e permettendo la totale libertà di gestione dei sistemi informatici.

Un altro punto della discussione è stato l’ammodernamento dei portali della giunta, con il passaggio a versioni responsive, ovvero facilmente fruibili da smartphone e tablet, diversamente dalla situazione attuale. Il bando, della giunta Marino, è stato portato avanti dai successori al campidoglio e il progetto è in fase di produzione. Quest’ulteriore conversione porterà alla digitalizzazione di delibere ed atti ufficiali, che attualmente sono semplicemente scansionate e sprovviste di metadati per la navigazione oltre a non essere fruibili dai non vedenti.

La collaborazione con la comunità è un tema che sta molto a cuore alla dottoressa Marzano, che ha deciso di indire una hackathon (competizioni a tema per designer, ingegneri, maker e programmatori, volta allo sviluppo di soluzioni tecnologiche a problemi di tutti i giorni) nel periodo di marzo, incentrata sugli open data, ovvero la condivisione di dati che possono essere sfruttati per svariate applicazioni. L’apertura dei dati dell’amministrazione Romana permetterebbe l’accesso a dati trasparenti, con piattaforme partecipative. Il progetto si estende su vari fronti, tra cui gli open bilanci, piattaforma di condivisione dei bilanci trasparenti, mediante infografiche dinamiche su entrate e uscite degli ultimi dieci anni di amministrazione.

Per la prima volta sembra intravedersi la concreta opportunità di crescita digitale grazie anche al fatto che in passato il ruolo di assessore all’innovazione era un incarico rivestito da giuristi e non da personale tecnico.

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