Ella fu. Ma è ancora oggi. Ed è cambiata

trastevere-020-1

Ci passiamo ogni fine settimana per mangiare pizze dai gusti sfiziosi o farci una bevuta in compagnia, ma pochi sanno che nel cuore di Trastevere, a pochi passi dalla chiesa di Santa Maria in Trastevere, in piazza Sant’Egidio, è presente il Museo di Roma in Trastevere. Questo piccolo spazio dedicato all’arte e poco conosciuto, oltre ad ospitare numerose mostre fotografiche e non, conserva uno spaccato romano vivido e pittoresco. Inoltre, essendo uno dei Musei in Comune, ovvero facendo parte del sistema museale romano, oltre ad essere sede di proposte didattiche e educative, offre ai cittadini residenti a Roma la possibilità di visita gratuita la prima domenica di ogni mese e in altre particolari occasioni dell’anno.

La struttura, un piccolo edificio rosso mattone con un cortile esterno illuminato dal verde di un prato, al suo interno comprende la cosiddetta Stanza di Trilussa, nella quale sono conservati alcuni degli oggetti personali del grande poeta romano. Il percorso nella collezione permanente del museo, che si apre con la collezione di acquerelli di Ettore Roesler Franz ed è intervallato da scene tipiche romane ( l’osteria, la farmacia) riprodotte con fantocci ad altezza naturale, si conclude con una cartina che riproduce la città a metà Ottocento e uno schermo touch screen dal quale è possibile confrontare le opere del pittore dalle origini tedesche con fotografie scattate nello stesso periodo storico e nelle stesse zone: un breve viaggio virtuale per scoprire come era la nostra città attraverso gli occhi di un artista, ma anche attraverso una lente fotografica.

Molti dei soggetti dipinti e raffigurati, però, sono presenti ancora oggi nonostante siano cambiati, erosi dal tempo e dalla storia. Nel particolare uno degli scorci raffigurati è la veduta da quello che abbiamo percorso tutti almeno una volta nella vita, che nel 142 a.C. era una banale passerella di legno e che oggi è uno dei ponti più importanti e famosi di Roma, Ponte Sisto. Fin dalle origini il fiume ha rappresentato per i romani un’importante risorsa idrica, una via di comunicazione, un luogo dove svolgere feste laiche e religiose e dove trascorrere il tempo libero. In particolare le sue sponde diventano luoghi propizi per l’economia fluviale, organizzata in diverse attività artigiane. Come ci mostra l’acquerello di Ettore Roesler Franz, infatti, il Porto Leonino alla fine del 1800 era occupato da pescatori e lavandaie. Oggi invece, munendoci di bicicletta possiamo percorre la pista ciclabile che si estende per tutto il Lungo Tevere e allo stesso tempo ammirare il murales Triumphs and Laments realizzato da William Kentridge, che racconta la storia più remota di Roma.

Con la collaborazione di Chiara Capone.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *